Inchiesta sui carabinieri di Zogno Sei  anni e sei  mesi per l’ex comandante

Inchiesta sui carabinieri di Zogno
Sei anni e sei mesi per l’ex comandante

La sentenza di primo grado vede una condanna molto pesante per il luogotenente Vito Cavallo 6 anni e 6 mesi (il Pm aveva fatto uno richiesta a un anno e 9 mesi). Condanne anche per i carabinieri Mancini e Gentile e per Calogero Emanuele titolare della società Cis di Bergamo. Assoluzione per Quartaroli, Spera e Pisanò.

Sei anni e sei mesi di detenzione al luogotenente Vito Cavallo, allora comandante del nucleo operativo e radiomobile di Zogno (per cui il Pm aveva fatto uno richiesta a un anno e 9 mesi) e interdizione perpetua dai pubblici servizi. Un anno e due mesi con pena sospesa per Stefano Gentile, allora maresciallo dei carabinieri di Zogno e n ove mesi con pena sospesa per Mancini. Condanna a 3 anni titolare della società Cis Bergamo Calogero Emanuele. Assolti invece i marescialli Massimo Quartaroli e Nicola Spera. Sono le principali condanne del processo di primo grado della maxi-inchiesta sui carabinieri di Zogno e gli «infermieri talpa» che vede alla sbarra 13 imputati.

La complessa vicenda nasce da una querela sporta nel 2009 da una donna dimessa dall’ospedale di Seriate che si era vista arrivare a casa un collaboratore della Cis Bergamo che le aveva offerta assistenza per intascare il premio dell’assicurazione. La donna che non aveva fornito i dati alla Cis era rimasta sorpresa e aveva sporto querela. Da allora un giro d’intercettazioni aveva portato alla scoperta di una serie di condotte dei carabinieri di Zogno ritenute illecite a vario titolo, tanto da aprire una maxi-inchiesta con 49 indagati iniziali e una vasta serie di reati ipotizzati a carico di diversi esponenti dell’Arma, dalla truffa al peculato, dal falso ideologico alle minacce, oltre che a carico di Emanuele, titolare della Cis. In udienza preliminare erano stati prosciolti 13 indagati, oltre a tre condanne, 4 patteggiamenti e 6 assoluzioni in abbreviato. Gli altri imputati andati a dibattimento sono a processo. Per tutti le difese avevano chiesto l’assoluzione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA