Incidenti e furti di bici, cosa fare? Aribi mette on line i contatori

Incidenti e furti di bici, cosa fare?
Aribi mette on line i contatori

Una campagna per sostenere i ciclisti in caso di furto o incidenti, raccogliendo dati utili da fornire anche alle amministrazioni comunali, a partire da Bergamo, con cui Aribi collabora da anni.

Così l’associazione per il rilancio della bicicletta scende in campo, seguendo «le indicazioni contenute nelle «linee guida» del Biciplan di cui il Comune di Bergamo si è dotato nel 2015» spiega la presidente Aribi Claudia Ratti.

Ora sul sito dell’associazione (www.aribi.it) si trovano due «contatori»: il primo è relativo ai furti, il secondo agli incidenti. Cliccandoci sopra si possono leggere le informazioni utili e scaricare dei documenti. Da un lato l’associazione punta ad assistere i ciclisti sfortunati e a fornire suggerimenti preventivi (sul fronte dei furti e della guida sicura), dall’altro si è posta come obiettivo la creazione di un database, «qualcosa che al momento non è disponibile, informazioni utili ai Comuni anche per partecipare ai bandi sulla ciclabilità. I dati su flussi, furti e incidenti, sono infatti richiesti».

Nella sezione «open data» Bergamo ci sono i dati di tutti gli incidenti (che coinvolgono anche le bici) ma risalgono al 2015 e sono da estrapolare. I dati sui furti non sono pubblici e non rendono comunque una situazione veritiera, «perché ormai quasi più nessuno denuncia il furto della bicicletta – spiega Ratti –. Per questo il gruppo tecnico della nostra associazione ha predisposto i formulari on line e i contatori, che indicheranno in tempo reale la situazione. Le schede compilate saranno raccolte in un archivio a disposizione dell’associazione e da esse, escludendo ogni dato sensibile, verranno estrapolati la località, l’anno e la tipologia del fatto segnalato riportandoli in schede sintetiche che saranno pubblicate e messe nella disponibilità dei Comuni».

La prima mossa che Aribi suggerisce ai ciclisti è compilare la «scheda identificativa» della propria bici, indicando il numero di telaio e scattando foto. «Informazioni che – spiega Claudia Ratti –, potranno facilitare l’eventuale denuncia e utili in caso di ritrovamento della bicicletta nei depositi comunali e anche sui siti web».


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