Irruzione in Consiglio comunale – Foto «Revocate la cittadinanza a Mussolini»

Irruzione in Consiglio comunale – Foto
«Revocate la cittadinanza a Mussolini»

Irruzione in Consiglio comunale a Bergamo di alcuni attivisti appartenenti al gruppo «Aldo dice 26X1». I manifestanti hanno posizionato sulle sedie dell’aula consiliare tre sagome di cartone raffiguranti Benito Mussolini, Antonio Locatelli e Gennaro Sora.

A pochi giorni dalla festa della Liberazione gli attivisti chiedono una netta presa di posizione da parte del Comune in merito alla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini sottoscritta da 1500 persone. Le sagome sono state rimosse dagli agenti della Polizia locale e i manifestanti allontanati. «Un consiglio comunale a ridosso del 25 aprile vede una grossa mancanza da discutere: la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini – si legge nel volantino distribuito durante l’azione di protesta -. Una parte di Bergamo, composta soprattutto da giovani e da donne, ha chiesto di dare un segnale di distacco dal fascismo con la richiesta di revoca. La questione ha creato una rottura all’interno della stessa maggioranza: il vicesindaco ha firmato, il sindaco ha preteso invece di esprimere un parere direttamente dalle pagine de L’Eco di Bergamo mettendo in luce un modo di fare non disposto al dialogo e chiuso rispetto alle istanze dei cittadini. Revocar

e un’onorificenza a uno dei peggiori dittatori della storia dovrebbe essere un passaggio immediato ed automatico, dare una risposta ai cittadini che in teoria si è chiamati a rappresentare è un dovere civico. A Bergamo non è così: il fascismo è evidentemente un argomento ancora troppo delicato. Mussolini, Sora e Locatelli si sono macchiati di gravissimi crimini di guerra e sono il simbolo del fascismo che ha massacrato l’Italia e l’Etiopia. Abbiamo più volte documentato queste cose ma le istituzioni preferiscono mantenere il cordone ombelicale col fascismo ben attaccato, permettendo tra l’altro il proliferare di sedi di gruppi neofascisti come Forza Nuova e Casa Pound».


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