Iss: grazie ai vaccini crolla la mortalità nelle Rsa. «Da luglio lieve aumento di casi, rinforzare l’immunità degli ospiti»

Nelle Rsa la mortalità settimanale per l’infezione da Sars-CoV-2 è diminuita nettamente dall’inizio della campagna di vaccinazione, e nelle ultime settimane è inferiore allo 0,01%. È quanto emerge dal terzo aggiornamento del report di sorveglianza sulle strutture realizzato dall’Iss in collaborazione con il Ministero della Salute, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Ars Toscana.

Il report segnala da luglio un lieve aumento nel numero di casi, «segno della necessità di rinforzare l’immunità degli ospiti delle strutture». Il documento dell’Istituto superiore di Sanità spiega che la prevalenza dei residenti nelle strutture vaccinati con ciclo completo è aumentata progressivamente e raggiunge il 94% in quelle per anziani non autosufficienti ed il 93% per tutte le strutture, nella settimana dal 13 al 19 settembre 2021.

Nel report poi viene sottolineato che nei mesi di luglio, agosto e settembre 2021 è stato registrato un lieve aumento nel numero di casi nelle strutture residenziali, arrivati allo 0,3% nelle strutture residenziali per anziani e allo 0,2% in tutte le strutture residenziali, nella settimana dal 30 agosto al 5 settembre 2021.

«L’incidenza - si legge nel documento - si è ridotta dopo l’inizio della campagna vaccinale, raggiungendo valori prossimi allo 0,01% di nuovi casi per settimana durante maggio e giugno 2021». L’incidenza settimanale nelle strutture residenziali era aumentata marcatamente nei mesi di ottobre e novembre 2020, in corrispondenza della seconda ondata epidemica, con un picco a novembre 2020 del 3,2% nelle strutture residenziali per anziani e del 3,1% in tutte le strutture residenziali, in linea con il resto della popolazione generale.

«I dati - commenta Graziano Onder, direttore del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Iss - mostrano un lieve nuovo aumento dei focolai nei mesi estivi, in linea con quanto è avvenuto anche nella popolazione generale. Questo dato sottolinea la necessità di rinforzare l’immunità dei residenti tramite una dose booster o addizionale di vaccino». E aggiunge: «È inoltre importante segnalare che, a fronte di un aumento dei nuovi casi e dei focolai durante il periodo estivo, il numero di decessi per Covid avvenuto nelle strutture rimane molto basso e inferiore allo 0,01% per settimana, anche per l’effetto protettivo della vaccinazione nei confronti delle forme più gravi della malattia, come dimostra il confronto con la mortalità generale».

Le strutture residenziali che hanno partecipato alla sorveglianza delle strutture residenziali socio-sanitarie durante l’emergenza sono 852, a partire dal 5 ottobre 2020 al 19 settembre 2021, per un totale di 31.178 posti letto disponibili. Di queste, 341 erano strutture residenziali per anziani non autosufficienti, per un totale di 15.031 posti letto.

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