La rapina a casa Facchinetti: «Trentacinque minuti terribili, i più brutti della nostra vita»

La reazione. Il cantautore bergamasco dopo la rapina nella sua villa a Bergamo: «Stiamo tutti bene, vi ringrazio per la vicinanza che mi state dimostrando».

«Trentacinque minuti terribili, i più brutti della nostra vita»: così Roby Facchinetti rompe il silenzio sulla rapina subita da lui, dalla moglie e dal figlio Roberto nella tarda serata di domenica scorsa nella sua abitazione nei pressi dello stadio di Bergamo. Il noto cantautore bergamasco, voce e anima dei Pooh, non ha nascosto lo choc di quei 35 minuti in mano a tre malviventi che lo avrebbero minacciato per avere in cambio denaro e oggetti di valore.

«Cari amici, riguardato me e la mia famiglia – spiega Facchinetti sui suoi profili social –. Sono stati 35 minuti terribili, i più brutti della nostra vita. Voglio però tranquillizzarvi. Stiamo tutti bene. Non posso rivelare altro, atteso che sono in corso le indagini, ma vi ringrazio per la vicinanza che mi state dimostrando». Tantissimi i messaggi di vicinanza dei fan per il cantante che è atteso sul palco dell’Ariston la prossima settimana per una reunion dei Pooh.

Anche il figlio di Roby, Francesco Facchinetti, ha ringraziato nelle storie del suo profilo Instagram la vicinanza di tante persone alla sua famiglia. Il conduttore televisivo e dj, visibilmente scosso da quanto accaduto, non ha risparmiato polemiche sul senso di insicurezza che si vive in Italia e sull’incapacità della politica «di mantenere ordine e controllo».

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