La stracciatella sarà marchio di Bergamo Col gelato si promuove il territorio

La stracciatella sarà marchio di Bergamo
Col gelato si promuove il territorio

Il gelato alla stracciatella? È nato a Bergamo e ora diventa un marchio della nostra città.

«La Stracciatella il gelato di Bergamo», una dichiarazione importante che sarà spiegata nei prossimi giorni in una conferenza stampa in programma in Città Alta. Ma il senso è ben spiegato in queste parole: il gelato, nato proprio a Colle Aperto, diventa marchio del territorio e il 25 settembre saranno presentati il brand, le strategie e le iniziative per valorizzarlo.

Il gusto di gelato inventato a Bergamo da Enrico Panattoni negli anni ’60 diventa quindi volano per nuove strategie di sviluppo del settore ed elemento di attrattività turistica su scala nazionale ed estera.

Promossa dai Gelatieri Bergamaschi, Ascom Bergamo e sostenuto dalla Camera di Commercio, questà grande e gustosa novità si inserisce tra i progetti Lombardia Orientale 2017 East Lombardy – Regione Europea della Gastronomia per promuovere il territorio attraverso la promozione delle sue tradizioni enogastronomiche.

Ed è sempre un piacere ricordare la storia della stracciatella: Enrico Panattoni, nato il 4 aprile del 1927, era arrivato a Bergamo nel 1946 dalla provincia di Lucca per fare il castagnaccio. Con i risparmi della famiglia, 180 mila lire, aveva aperto un bar pasticceria in via Colleoni. Sette anni dopo arriva La Marianna, allora Bar Colle Aperto, che conquista in breve tempo il successo grazie soprattutto alla produzione artigianale del gelato. Quasi 10 anni dopo Enrico ha un nuovo progetto: creare un gusto di gelato che potesse diventare famoso come quella pietanza che a quei tempi tutti richiedevano nel suo ristorante.

«La stracciatella alla romana era il consommé più famoso - raccontò Enrico alcuni anni fa a L’Eco di Bergamo - e, come per quella minestra, cercavo un gelato che fosse amato e apprezzato dai clienti». Un gusto da inventare: è tutto qui l’inizio di Enrico che passava nottate intere a provare e riprovare il nuovo gelato in un piccolo laboratorio, con macchine rudimentali, ma una grande idea in testa, un chiodo fisso che la notte non lo faceva dormire. «Come l’uovo si coaugula nel brodo bollente e da qui nasce la stracciatella alla romana, così volevo che il cioccolato si unisse alla panna senza però perdere la sua consistenza».

L’esperimento ha la sua realizzazione proprio nei giorni in cui Bergamo, quell’anno, ospitava il Soap box Rally: «Volevo far provare il nuovo gusto alle persone che avevano raggiunto Città Alta per la manifestazione e il gelato ebbe subito un grande apprezzamento». La freschezza e dolcezza della panna e il gusto forte del cioccolato fondente: «Da tutto il mondo mi hanno cercato perché svelassi la vera ricetta, io non l’ho mai brevettata né mai raccontata a nessuno - aveva detto sorridendo -. Resterà un segreto di famiglia, semplicemente».


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