L’appello dei coniugi Malinovskyi: «Nato, chiudi lo spazio aereo. Stiamo morendo»

Ucraina Il calciatore atalantino e la moglie chiedono di donare e pregare.

Continuano, nel secondo giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, gli appelli via social network di Ruslan Malinovskyi e della moglie Roksana per sostenere la causa del loro Paese in guerra. Accanto alle immagini delle devastazioni dei bombardamenti nel quartiere Poznyaki, sulla riva sinistra del Dnepr, e della statua della Madre Patria di Kiev, il centrocampista dell’Atalanta ha nuovamente linkato gli estremi bancari per le donazioni a favore dell’organizzazione non governativa «Come back alive» , attiva dal 2014 a sostegno delle operazioni militari nel Donbass sotto effettivo controllo russo.

Roksana, dal canto suo, ha esposto la bandiera ucraina in vetrina del suo negozio di moda in centro a Bergamo, Atelier Mali, insieme al cartello « Stop war in Ukraina »: « Pregate per il mio Paese», la scritta in sovraimpressione nelle stories di Instagram . Quindi, una serie di immagini di bambini di un reparto neonatale di Dnipro trasferiti in un rifugio antiaereo, l’appello alla Nato di chiudere lo spazio aereo perché «stiamo morendo» (« Please Nato, block the sky over Ukraine, were dying »), la pubblicizzazione dei due presidi pro Ucraina nel fine settimana in città dalle 15, la comunicazione dei riferimenti bancari per il crowfunding pro SaveLife.

«Nato chiudi lo spazio aereo sopra l’Ucraina, stiamo morendo»

E un paio di video di bambini della famiglia rimasta in patria (in Crimea: «Come li voglio abbracciare...»), in una giornata inaugurata da un selfie per riferire di aver passato una notte insonne: « Ringrazio gli amici per il loro supporto, non sto bene perché sono molto preoccupata - scrive -. Ora la mia famiglia sta bene, grazie a Dio, ma per tutta la notte la capitale è stata bombardata ».

© RIPRODUZIONE RISERVATA