I disastri portati dalla furia di Trump
MONDO. La verità, spesso avvolta da mistificazioni e stravolgimenti, fa molta fatica a farsi strada, ma quando si palesa con forza travolge ogni possibile manipolazione.
MONDO. La verità, spesso avvolta da mistificazioni e stravolgimenti, fa molta fatica a farsi strada, ma quando si palesa con forza travolge ogni possibile manipolazione.
ITALIA. Per il Governo, il caso del giorno riguarda il decreto sicurezza: gli uffici del Quirinale hanno eccepito sull’emendamento che riconosce un’indennità agli avvocati che aiutino gli immigrati a scegliere la strada del ritorno volontario in patria.
MONDO. L’Alleanza atlantica è la principale garante della pace e della stabilità nel Vecchio continente.
MONDO. Il segnale politico stava tutto nella cordialità un po’ forzata dell’abbraccio all’Eliseo tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, arrivata alla riunione sullo Stretto di Hormuz dei «Volenterosi» a bordo di un suv italiano rosso fiammante come la sua mise e il suo sorriso verso il presidente francese con cui pure ha più volte rancorosamente duellato.
MONDO. La visita di Zelensky a Roma è stata colta da Giorgia Meloni come un’ottima occasione per sgombrare il campo da residue ambiguità sulla sua linea politica dopo la rottura con Trump, il gelo con Israele e la caduta di Orban, il principale ostacolo alla concessione dei nuovi aiuti europei da 90 miliardi a Kiev.
MONDO. Trump annuncia il blocco navale intorno allo stretto di Hormuz. Cresce il rischio dell’allargamento del conflitto. Non contento polemizza con Papa Leone XIV. Fa strame del diritto internazionale e dei valori che hanno fatto grande l’Occidente. Sono le mosse di chi non ha orientamento strategico.
MONDO. Europeisti contro sovranisti. La battaglia campale di Budapest deciderà il futuro del Vecchio continente.
ITALIA. Giorgia Meloni ha scelto di andare all’attacco a testa bassa: nel suo primo intervento dopo la bruciante sconfitta al referendum, l’informativa svolta dalla presidente del Consiglio sia alla Camera che al Senato ha avuto il sapore di un discorso elettorale.
ITALIA. Il ministro della Difesa Crosetto aveva sperato di trovare un’assemblea di Montecitorio capace di unità di intenti di fronte alla guerra, una concordia che prescindesse dai ruoli di opposizione e maggioranza.
ITALIA. Circoscrivere l’incendio, ridimensionarne l’impatto, imbastire un nuovo racconto e riprendere il filo da dove ci si era lasciati, a cominciare dall’informativa di Giorgia Meloni giovedì in Parlamento.
MONDO. La tecnica della dissimulazione ha mille padri e modi di manifestarsi, ma Trump l’ha portata ai livelli più alti nella propria comunicazione.
MONDO. La rivoluzione è anche economica: come si possono sparare missili che costano milioni di dollari contro droni da qualche migliaio?
ITALIA. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha negato agli Stati Uniti l’uso della base militare di Sigonella ai bombardieri diretti in Iran. La motivazione addotta dal nostro ministro è che non sarebbe stata richiesta la necessaria autorizzazione preventiva, così come prevede il trattato con gli Usa.
MONDO. L’ordine internazionale costruito nel secondo dopoguerra mostra oggi crepe sempre più profonde.
MONDO. «Dio è morto» sosteneva Nietzsche. Forse la Nato non è un dio in politica internazionale, ma certamente non sta molto bene.
MONDO. Che pasticcio, Donald Trump! La guerra in Medio Oriente si amplia ed entra in una fase pericolosa e imprevedibile.
MONDO. Il capo del Centro antiterrorismo americano si dimette. Joe Kent è un seguace di Trump ma accusa la Casa Bianca di aver ceduto alle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana.
MONDO. Se qualcuno aveva ancora dubbi sul fatto che, come da tradizione passata attraverso Afghanistan, Iraq, Libia e Siria per non ricordare il Vietnam, la spedizione Usa contro l’Iran è stata mal concepita e mal realizzata, la conferma è arrivata dagli eventi delle scorse ore.
MONDO. «Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci», l’affermazione netta e chiara di Giorgia Meloni, di per sé rassicurante, non è bastata a frenare la polemica delle opposizioni contro di lei.
MONDO. Nella giornata di giovedì 5 marzo in aula saranno di nuovo Antonio Tajani e Guido Crosetto a riferire ai parlamentari sulla guerra in Medio Oriente. La premier si presenterà solo il 18 marzo alla vigilia del prossimo Consiglio europeo.