L’area Expo sarà un polo tecnologico Paleari svela il mega-progetto milanese
Ecco come sarà l’ex area Expo

L’area Expo sarà un polo tecnologico
Paleari svela il mega-progetto milanese

L’e rettore dell’Università di bergamo svela le linee-guida del grande progetto di ricerca che sorgerà sull’area ex Expo. «Tanta scienza e tecnologia di primissimo piano, ma metteremo al centro anche la responsabilità sociale»

Stefano Paleari, parlando di cibo a BergamoScienza ha tratteggiato un primo profilo di Human Technopole, il grande progetto di ricerca interdisciplinare che sta sorgendo sull’area milanese ex Expo; l’ex rettore dell’Università di Bergamo oggi guida il comitato che ne sta coordinando la nascita.

Stefano Paleari

Stefano Paleari
(Foto by Colleoni)

«Sarà - spiega - uno dei più grandi investimenti in ricerca del Paese: in 10 anni assorbirà più di un miliardo di euro. Un polo di missione europea che a regime ospiterà 1.500 ricercatori, dedicato alle scienze della vita e al tema della salute. La struttura sarà composta da 7 centri, ognuno dedicato a un particolare argomento scientifico, con una matrice comune che è quella della genetica e della genomica, dall’oncologia alle malattie neurodegenerative, agli studi sull’agricoltura e la nutrizione. Il cibo in Human Technopole verrà inserito all’interno di un’attenzione scientifica più ampia alla scienze della vita e alla salute. D’altro canto, l’alimentazione se vogliamo è un’interazione continua con l’ambiente».

È un tipico tema interdisciplinare.
«L’alimentazione incide sulla qualità della nostra vita e sulla nostra salute. E ha un impatto anche sui conti sociali. Uno degli argomenti che saranno trattati in Human Technopole sarà quello della malattie croniche non trasmissibili, come il diabete: non si prende il diabete per contatto, ci sono fattori genetici ma gioca un ruolo importante anche l’interazione con l’ambiente e la nostra cultura dell’alimentazione. Uno può essere geneticamente predisposto, ma l’interazione con l’ambiente può scatenare la malattia».

Un approccio interessante: oggi sembra spesso che la genetica sia un fattore ineluttabile.
«Human Technopole sarà una sfida anche educativa e culturale, sì, per la parte di prevenzione ed etica; una sfida organizzativa per la parte di diagnosi e cura, e anche una sfida politica oltre che naturalmente industriale, per i processi di trasferimento tecnologico e lo sforzo di favorire la crescita di una industria 4.0 nel settore della salute. Sarà in sostanza uno hub: Human Technopole opera con le Università e i Centri di ricerca esistenti in una logica di sistema allo scopo di innovare (e non replicare) e rafforzare la rete delle infrastrutture che già esistono in Italia».


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