Legittima difesa, 5250 firme in due giorni Ecco cosa chiedono le proposte di legge

Legittima difesa, 5250 firme in due giorni
Ecco cosa chiedono le proposte di legge

Il bergamasco Antonio Monella, Graziano Stacchio, Ermes Mattielli. La cronaca degli ultimi anni ha costretto la politica a porsi domande sulla legge che stabilisce limiti e conseguenze della legittima difesa.

Tra annunci spot e proposte di legge presentate dai gruppi parlamentari, il dibattito è tornato d’attualità nelle ultime settimane in seguito a una nuova raccolta firme lanciata dall’Italia dei Valori a cui se n’è aggiunta un’altra della Lega Nord. Il testo con allegati moduli bianchi su cui apporre il proprio autografo è stato depositato in quasi tutti i Comuni della provincia di Bergamo, dove i cittadini possono chiedere di sottoscrivere il documento. Tanti sindaci bergamaschi hanno comunicato il deposito del testo negli uffici comunali attraverso i portali delle amministrazioni e le pagine Facebook ufficiali. Per capire meglio gli obiettivi di questa proposta è bene comprendere a fondo cosa è stato scritto dai promotori della legge popolare.

Per prima cosa è bene specificarlo: non c’è nessun referendum sulla legittima difesa. L’equivoco nasce da alcuni messaggi virali inviati nelle scorse settimane via Whatsapp o Facebook. In realtà in Italia esistono solo due tipi di referendum: abrogativo, per abolire una legge, oppure costituzionale per confermare le nuove leggi che riguardano la Costituzione. Quella dell’Italia dei Valori invece è una «proposta di legge di iniziativa popolare» che può essere presentata con la sottoscrizione di 50 mila persone e sottoposta alla valutazione del Parlamento. L’approvazione è obbligatoria? No, anzi, pochissime ricevono il via libera. Dal 1979 ad oggi, secondo una ricerca de La Stampa, solo 3 sono diventate legge sulle 260 presentate.

Cosa prevede la legge presentata dall’Italia dei Valori? L’obiettivo è la modifica e l’integrazione di due articoli del codice penale: punire più severamente chi si macchia del crimine di violazione del domicilio col raddoppio delle pene escludendo qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere di privata dimora. Inoltre la proposta di legge vuole accrescere la possibilità di difesa legittima senza incorrere nell’eccesso colposo.

Durante il week end appena concluso anche la Lega Nord ha raccolto firme per una nuova legge che regolamenti la legittima difesa raccogliendo 5250 firme. Anche il Carroccio chiede pene più severe per i colpevoli: «Aumento della pena da 2 a 6 anni per i ladri e per chi si permettere di violare il domicilio altrui – si legge nel comunicato inviato dalla segreteria provinciale bergamasca -, niente risarcimento per chi viene sorpreso a rubare e viene malmenato dal proprietario o si ferisce scappando e, soprattutto, nessun reato di condanna per chi si difende in casa propria dall’intrusione di delinquenti».


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Isaia Invernizzi

Giornalista professionista, lavora a L’Eco di Bergamo dal 2016. Redattore della cronaca cittadina dal marzo 2019 dopo tre anni in redazione web. Amante dei dati in tutte le loro forme.

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