Leva obbligatoria o «idea romantica»? È scontro politico, cosa ne pensi?

Leva obbligatoria o «idea romantica»?
È scontro politico, cosa ne pensi?

Il ministro della Difesa Trenta gela la proposta di Salvini di reintrodurre la leva obbligatoria bollandola come «un’idea romantica non al passo con i tempi», posizione condivisa peraltro da Fi e Fdi.

Per Matteo Salvini «un dovere» da ricordare ai ragazzi, per Elisabetta Trenta solo «un’idea romantica». L’ipotesi del ritorno della «naja» divide i ministri di Interno e Difesa del governo gialloverde. A ritenere che l’idea non sia «più al passo con i tempi» è il ministro Trenta, contraria all’ipotesi di Salvini, rilanciata sabato, sul servizio militare o civile obbligatorio.

Il parere del dicastero della Difesa è che si tratti di «un’idea romantica, ma i nostri militari sono e debbono essere dei professionisti e su questo aspetto è d’accordo anche il ministro Salvini». Proprio la «professionalità delle Forze armate italiane» è una delle qualità più apprezzate dei nostri militari a livello internazionale, ribadiscono fonti dello Stato Maggiore della Difesa, ricordando che già in diverse occasioni il generale Claudio Graziano aveva espresso la sua posizione sulla leva obbligatoria.

Il vice premier ha però rilanciato con un sondaggio social ai suoi follower su Twitter, riscuotendo numerosi commenti entusiastici: «Reintrodurre il servizio militare e civile per ricordare ai nostri ragazzi che, oltre ai diritti, esistono anche i doveri. Siete d’accordo?», chiede Salvini, il quale sabato, in un comizio in Puglia, aveva sottolineato dal suo punto di vista l’aspetto pedagogico: «Per i nostri ragazzi e le nostre ragazze, così almeno impari un po’ di educazione che mamma e papà non sono in grado di insegnarti». Se l’idea dovesse concretizzarsi in futuro, in Europa l’Italia si riallineerebbe sul tema con altri Paesi europei come Germania, Finlandia, Danimarca, Austria e Svezia, mentre in scia a una proposta simile c’è anche la Francia di Emmanuel Macron.

E le nuove generazioni tornerebbero così a indossare per alcuni mesi divise e anfibi dopo diversi anni di stop: risale al 2004, a opera del governo Berlusconi, l’abolizione del servizio militare obbligatorio.


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