L’indice Rt nazionale scende sotto l’1 Il bollettino: 13.633  casi e 472 decessi

L’indice Rt nazionale scende sotto l’1
Il bollettino: 13.633 casi e 472 decessi

Covid in Italia, dopo cinque settimane di crescita l’indice in diminuzione: è quanto si legge nella bozza di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità-Ministero della salute. L’Iss: «L’epidemia resta in una fase delicata». Scontro Lombardia-Roma sulla zona rossa, Fontana: «La Lombardia deve essere collocata in zona arancione, fornito sempre informazioni corrette». I dati nazionali delle ultime 24 ore nel bollettino del 22 gennaio.

Nel periodo 30 dicembre 2020 - 12 gennaio 2021, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in diminuzione dopo cinque settimane di crescita. Lo si legge nella bozza di monitoraggio Istituto superiore di sanità-ministero della salute. Si osserva una «diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuta principalmente ad una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 ma in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/Province autonome».

Ecco in dettaglio la classificazione di rischio: alto per 4 regioni, Pa/Bolzano, Sardegna, Sicilia e Umbria; rischio moderato per 11 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Pa/Trento, Puglia, Valle d’Aosta e Veneto. In 5 regioni classificate a rischio moderato viene segnalata alta probabilità di progressione a rischio alto (Lazio, Marche, Molise, PA/Trento e Valle d’Aosta). Sei le regioni classificate a rischio basso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana. La classificazione del rischio viene stilata considerando, tra l’altro, l’incidenza per 100mila abitanti, nuovi casi segnalati nella settimana, il trend settimanale con i focolai (se in aumento o diminuzione), stima Rt puntuale, esistenza di zone rosse, valutazione della probabilità e di impatto, allerte sulla resilienza dei servizi sanitari territoriali. Una Regione (Umbria) e una Provincia Autonoma (Bolzano) sono state classificate a rischio Alto per la terza settimana consecutiva; “questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale».

Nel frattempo continua lo scontro Lombardia-Roma sulla zona rossa, oggetto anche di un ricorso al Tar del Lazio. La Regione torna a chiedere la zona arancione: «La Lombardia – scrive su Facebook il governatore Attilio Fontana – deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze». Il riferimento è ai dati inviati nei giorni scorsi. Secondo l’agenzia Ansa, che riporta «due diverse fonti qualificate», la Lombardia sarebbe finita in zona rossa sulla base dei dati che la Regione aveva inviato alla Cabina di Regia la settimana scorsa. Con una nota nella giornata di ieri, la Regione aveva fatto sapere di aver inviato una serie di «dati aggiuntivi» per «ampliare e rafforzare i dati standard trasmessi nella settimana precedente». In base all’ultimo monitoraggio, la Lombardia ha un Rt medio a 0.82. Sono dieci le regioni con indice Rt sopra l’1, in testa Molise e Sicilia. Ecco l’elenco completo: Abruzzo 1.05, Basilicata 1.12, Calabria 1.02, Campania 0.76, Emilia Romagna 0.97, Friuli Venezia Giulia 0.88, Lazio 0.94, Liguria 0.99, Lombardia 0.82, Marche 0.98, Molise 1.38, Piemonte 1.04, Provincia autonoma di Bolzano 1.03, Provincia autonoma di Trento 0.9, Puglia 1.08, Sardegna 0.95, Sicilia 1.27, Toscana 0.98, Umbria 1.05, Valle d’Aosta 1.12, Veneto 0.81.

Sono 12 le Regioni/Province Autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, invece, è sceso sotto la soglia critica (30%). L’epidemia resta in una fase delicata, si legge nella bozza del monitoraggio, ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive.

In Italia nelle ultime 24 ore si sono registrati 13.633 nuovi casi e 472 decessi, è quanto riporta il bollettino nazionale del 22 gennaio del ministero della Salute. Sono 264.728 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore. Ieri, secondo i dati del ministero della Salute, erano stati 267.567. Il tasso di positività è al 5,1% (ieri era al 5,2%). Sono 2.390 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, in calo di 23 nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 144. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati 21.691 pazienti, in calo di 354 unità rispetto a mercoledì.


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