L’inverno vero è un’altra cosa La neve? Forse dopo il 15 dicembre
Altro che neve, resistono i gerani in Val del Riso (Foto by foto Fronzi)

L’inverno vero è un’altra cosa
La neve? Forse dopo il 15 dicembre

«L’inverno vero è un’altra cosa». Non ci girano troppo intorno nemmeno i meteorologi per definire questo anomalo scorcio di stagione, con totale assenza di pioggia e neve (per tutto novembre e la prima decade di dicembre) e temperature tutt’altro che gelide.

farla da padrone è come noto un anomalo anticiclone dal cuore mite. «A renderlo tanto predominante – spiegano gli esperti di 3B Meteo – c’è sicuramente un vortice polare particolarmente integro e forte, attorno al quale ruotano le intense perturbazioni che in questi giorni stanno determinando condizioni meteo anche tempestose sul Nord Europa, anche a causa della elevata differenza di pressione tra Mediterraneo ed Europa settentrionale. Da noi è tutta un’altra storia, con tempo stabile, placido, ma anche fosco e con l’aria piena di smog».

A restare da giorni (e senza grandi risultati) con il naso all’insù sono soprattutto gli appassionati dello sci e i gestori degli impianti. Questi ultimi, prodigandosi giorno e notte, hanno sì garantito l’apertura di alcune piste, ma, per dirla con i meteorologi, «sciare è un’altra cosa». La produzione di neve artificiale è stata ostacolata dal rialzo delle temperature in quota, dove i valori sono su posizioni particolarmente miti, al punto che lo zero termico ha superato i 3.000 metri di quota. Scorrendo siti internet, webcam e social network è apprezzabile, da Foppolo al Monte Pora, lo sforzo di segnalare la sciabilità di alcuni tratti, la proposta di tariffe giornaliere ridotte o il suggerimento a sfruttare le seggiovie per una comunque salutare escursione ai piedi.

In un simile contesto è di stretta attualità l’invito alla sicurezza diffuso negli ultimi giorni da Maurizio Bonelli, presidente dell’Amsi, l’associazione dei maestri di sci che rappresenta 12.800 iscritti e quasi 400 scuole sci. «La neve artificiale, più dura di quella naturale – spiega Bonelli – tende a fare andare più veloci. Bisogna sempre fare attenzione allo sciatore che precede, chi sta dietro deve essere in grado di prevedere gli spostamenti, anche repentini, e per questo è importante regolare la velocità per riuscire a sterzare e non coinvolgere altri sciatori. La cosa più importante è usare la testa».

Un pericolo in più, nell’attuale contesto, arriva dalle aree a bordo pista, prive di neve morbida che possa attutire le cadute, con il rischio di trovarsi anche dopo un innocuo capitombolo, sul terreno duro o con sassi sporgenti.

«Un tentativo di sblocco – spiegano da 3B meteo – sembra confermato nella seconda decade di dicembre. Da giovedì si potrebbe avere qualche spunto instabile e più freddo con un possibile peggioramento. Neve più probabile sulle Alpi estere e su quelle orientali italiane fino a 1.000-1.200 metri, ma scarsi fenomeni su quelle occidentali». Le temperature più basse potrebbero quantomeno favorire la produzione del manto artificiale, con la svolta meteo decisiva (per ingresso di aria fredda anche tra Francia e Mediterraneo occidentale) solo attorno a Natale.

Con l’auspicio che Babbo Natale sia prodigo di fiocchi, ci si concentra ora sul fine settimana di Santa Lucia. Domenica è in programma l’open day dello sci, che vedrà le scuole aci (alpino e nordico) e snowboard della Lombardia aprire le porte ai bambini e agli adulti con lezioni gratuite per tutti. Si parlerà, grazie alla mascotte Leo Monthy, di segnaletica su pista e attrezzature idonee. Perché la sicurezza viene prima di tutto, anche delle tanto sospirate nevicate.


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