L’Italia si mobilita contro il cyberbullismo L’urlo degli studenti bergamaschi - Video

L’Italia si mobilita contro il cyberbullismo
L’urlo degli studenti bergamaschi - Video

«Siamo tutti chiamati a impegnarci per proteggere i minori nel mondo digitale». Nel giorno in cui si celebra il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in rete, anche Papa Francesco, con un tweet, partecipa alla mobilitazione per far riflettere giovani e adulti non solo sull’uso consapevole del web ma anche sul ruolo attivo che ciascuno può giocare per una navigazione sicura.

I numeri - che emergono da diverse ricerche - parlano chiaro: ogni giorno oltre 175.000 bambini accedono a Internet per la prima volta, un bambino ogni mezzo secondo; più di 2 giovani su 5 sono connessi almeno 5 ore al giorno (il 21% lo è sempre); i social network sono i «luoghi» di ritrovo preferiti: il 33% degli intervistati è attivo quotidianamente su almeno due piattaforme, il 24% su tre, il 10% su quattro, il 15% su cinque; l’Italia si posiziona al 10mo posto in una classifica di 23 paesi per l’esposizione ai rischi online; il 72% degli adolescenti confessa che la paura maggiore è legata alla diffusione di foto intime e video a sfondo sessuale e uno su quattro teme di essere ricattato per la pubblicazione di questo genere di contenuti su un social network o la diffusione attraverso piattaforme di instant messaging. Anche gli studenti bergamaschi si sono mobilitati urlare <No al cyberbullismo>. In questo video ecco il flash mob dell’istituto comprensivo di Osio Sopra e Levate e le scuole medie di Levate.

La rete è uno strumento potente che comporta anche dei rischi: dalle fake news al cyberbullismo. Per questo l’attenzione deve restare sempre alta. «Consapevolezza, informazione, regole, educazione» sono le parole-chiave per un uso corretto di internet, secondo la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che dal palco del teatro Brancaccio, a Roma, durante l’evento nazionale del Sid2018, ha insistito sulla necessità di un’educazione civica digitale. Il cyberbullismo «è radicato, si estende. Va letto, conosciuto e contrastato con prevenzione e sanzioni», sanzioni che possono anche arrivare alla non ammissione agli esami, ha avvertito. E ha invitato media, genitori e decisori politici a fare la loro parte: «Serve consapevolezza anche da parte degli adulti. Se i ragazzi avvertono, ad esempio, che nel dibattito pubblico si tende a denigrare chi ha opinioni diverse dalle proprie, potrebbero sentirsi legittimati a fare altrettanto».

Il flash mob della scuola secondaria di Filago.

Sul ruolo degli adulti «che a volte ’tagganò i figli in situazioni imbarazzanti» si è soffermata anche Nunzia Ciardi, direttore della Polizia postale mentre la Garante dell’Infanzia, Filomena Albano ha invitato le vittime di bullismo a non provare vergogna, «individuate una persona di cui vi fidate e parlate», e i ragazzi «spettatori» a prendere posizione perché «non si può restare indifferenti». Un decisivo passo avanti su questo fronte è stato fatto con il varo della legge sul cyberbullismo che - ha sottolineato Roberto Sgalla, direttore centrale della Specialità della Polizia di Stato in occasione della presentazione della campagna «Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro...in tour» - «ha un grande merito e cioè quello di lanciare un importante piano nazionale sulla prevenzione. È una luce che illumina un fenomeno e che fornisce strumenti a genitori, professori, forze di polizia e studenti per affrontarlo».

La secondaria I.C. Rubini Romano di Lombardia.


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