Lombardia, Cattaneo: «Pm10 nell’aria,
con il lockdown non c’è stata riduzione»

Per il terzo anno consecutivo, nel 2020 la Lombardia ha rispettato i limiti per quanto riguarda il Pm10, anche se c’è stato un leggero e inaspettato peggioramento della media annua e un aumento dei giorni di superamento del limite. Cattaneo: «Continua il trend di miglioramento, ma il 2020 ci ha mostrato che, soprattutto per il Pm10, non si possono immaginare soluzioni semplicistiche».

Nonostante il lungo periodo di lockdown, l’aria della Lombardia non è migliorata. A confermarlo è la consueta rilevazione della qualità dell’aria svolta dall’Arpa, presentata martedì 12 gennaio a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo e dal presidente dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, Stefano Cecchin. Dai dati emerge che, per il terzo anno consecutivo, nel 2020 la Lombardia ha rispettato i limiti per quanto riguarda il Pm10, anche se c’è stato un leggero e inaspettato peggioramento della media annua e un aumento dei giorni di superamento del limite.

Le cose sono invece molto migliorate per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), nettamente calato rispetto alla rilevazione precedente per effetto di lockdown. I primi giorni di questo 2021 sono invece andati piuttosto bene, soprattutto grazie alle buone condizioni atmosferiche, tanto che da inizio anno si è registrato un solo giorno di superamento della soglia, Capodanno. «Visto il lockdown, ci aspettavamo un netto miglioramento della qualità dell’aria - ha commentato l’assessore Cattaneo -, ma così non è stato. Ciò significa che non è così evidente la correlazione tra traffico e qualità dell’aria».

«La qualità dell’aria nel 2020 – spiega l’assessore, che sempre oggi ha annunciato anche un pacchetto di incentivi ambientali per il biennio 2021-2022 – ha mantenuto un trend di miglioramento complessivo, siamo rimasti sotto ai valori medi previsti dai limiti europei, quindi la situazione non è drammatica. Ci sono stati però dei fatti un po’ sorprendenti: per esempio, potevamo aspettarci a fronte di un lockdown che ha ridotto di molto il traffico veicolare una riduzione significativa del Pm10 che non c’è stata, addirittura c’è stato un leggero incremento dei giorni di superamento del limite per le polveri sottili. Abbiamo avuto invece dati più positivi, raggiungendo i valori minimi da quando facciamo le rilevazioni, per gli ossidi di azoto che sono più collegati al traffico». «Complessivamente – ha concluso – continua il trend di miglioramento, ma il 2020 ci ha mostrato che, soprattutto per il Pm10, non si possono immaginare soluzioni semplicistiche perché è un inquinante complesso, in parte primario e in parte secondario, e sarebbe sbagliato pensare che la riduzione del traffico da sola è sufficiente a risolvere il problema».

Nel 2020 a Milano per 90 volte è stata superata la soglia limite giornaliera definita dall’Ue per le polveri sottili (Pm10), che è pari a 50 µg/m3. È uno dei dati emersi dal rapporto sulla qualità dell’aria in Lombardia nel 2020 presentato oggi in conferenza stampa dall’’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, dal presidente dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) Stefano Cecchin e dal dirigente Guido Lanzani. Per quanto riguarda le altre province lombarde il superamento della soglia europea di tolleranza del Pm10, oltre il quale si riscontra un danno per la salute umana, si è verificato 78 volte a Cremona, 66 a Mantova e a Monza, 64 a Pavia, 62 a Brescia, 59 a Lodi, 46 a Bergamo e a Como, 25 a Varese, 24 a Lecco e 7 a Sondrio. Sono 3 pertanto i capoluoghi di provincia in cui è stato rispettato il limite previsto dalla normativa italiana ed europea di non più di 35 giorni.

Nel 2019 il numero di giorni di superamento era risultato complessivamente pari a 72 giorni a Milano, 65 a Pavia, 64 a Cremona, 57 a Mantova, 55 a Lodi, 53 a Brescia, 44 a Monza, 29 a Bergamo, 27 a Como, 19 a Lecco, 17 a Varese e 9 a Sondrio. Ampliando il periodo di analisi si osserva come il numero di giorni di superamento fosse però, qualche anno fa, ben maggiore. Per esempio, nel 2006, i giorni di superamento della soglia erano risultati rispettivamente pari a 149 a Milano, 138 a Cremona, 113 a Pavia, 162 a Lodi, 145 a Monza, 148 a Mantova, 146 a Brescia, 90 a Bergamo, 102 a Como, 83 a Lecco, 56 a Varese, 138 a Sondrio.

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