L’omicidio di Colognola, il giallo Daniela, una vita riservata e di lavoro

L’omicidio di Colognola, il giallo
Daniela, una vita riservata e di lavoro

Si era trasferita dall’Emilia da piccola: la vita con la mamma, la laurea a Bergamo e la carriera in azienda.

Quarantotto anni, il diploma al Liceo scientifico «Lussana» e una laurea in Economia e Commercio all’Università di Bergamo conseguita a metà anni ’90. Poi l’impiego a San Paolo d’Argon dove in breve era arrivata a posizioni di grande responsabilità, sulle orme della madre che aveva ricoperto analoghi incarichi in quella importante ditta meccanica. Una vita riservata a Colognola, in quella signorile palazzina dell’Azzanella, in via Keplero con le stanze dell’appartamento al quarto e ultimo piano che si affacciavano sul parco.

Daniela Roveri ha sempre vissuto qui, insieme alla madre: orfana di padre (morto in un incidente stradale) da ragazzina, la sua famiglia era d’origine emiliana. Si era trasferita qui da piccola ed era cresciuta a Bergamo. Carattere molto serio ma socievole, non il tipo che dava amicizia a tutti e subito: riservata e professionale nel lavoro come nella vita privata. Non ci sono tracce di lei nei social network, nemmeno in quelli a più alto tasso professionale, come Linkedin. La sua vita si è conclusa nel modo più tragico possibile, un colpo alla gola nell’androne di quel palazzo che conosceva benissimo: uno spazio appena sotto il piano stradale, ma comunque visibile dall’esterno, luminoso. Daniela tornava dal lavoro, aveva parcheggiato l’auto nella piazzetta davanti a casa e poi l’incontro con il suo assassino. La madre preoccupata per non averla vista rincasare l’ha chiamata al cellulare che risultava però spento. È scesa nell’androne e ha trovato il corpo senza vita della figlia, davanti all’ascensore. All’appello manca una delle tre borse che aveva con sé, quella con gli oggetti personali. Accanto a lei, invece, le altre due: quella del lavoro e quella della palestra. Un tentativo di rapina degenerato o altro? Sono tante le domande alle quali gli inquirenti dovranno dare risposta, cominciando dall’esame delle sue frequentazioni.

Intanto Colognola ha paura: il delitto ha scosso il quartiere. La vittima non era molto conosciuta nel quartiere, ma in molti ricordano comunque quella ragazza molto distinta che con gli anni si è trasformata in una professionista con grandi responsabilità. A febbraio il quartiere era rimasto sotto choc per l’aggressione per rapina ai danni di un uomo che aveva parcheggiato l’auto nel garage di casa, alle prime ombre della sera. Martedì sera un delitto ancora tutto da capire


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