Maroni: «Infrastrutture e sanità Bergamo al centro dell’attenzione»
Roberto Maroni, al centro, a Sale Marasino

Maroni: «Infrastrutture e sanità
Bergamo al centro dell’attenzione»

Sulla scia del successo della passerella di Christo, ha appena presentato il Passaporto turistico della Lombardia, da timbrare nei siti Unesco della regione. E lui ne inserirebbe subito uno nuovo: «Questo è uno spettacolo, deve diventare patrimonio dell’umanità», dice scorrendo sull’iPhone le immagini del Casinò di San Pellegrino, fotografato in ogni angolo.

Il governatore Roberto Maroni ammette il suo legame profondo con la Bergamasca, dalla Valle Brembana alla Valle Seriana: «Quando mi libero ne approfitto sempre per trascorrere qualche giorno di vacanza tra Castione e la Presolana, ci passerò anche quest’estate». E assicura: «La Bergamasca è una delle aree più importanti da tutti i punti di vista, è al centro della nostra attenzione e dei nostri impegni».

Eppure il territorio sconta ancora un gap infrastrutturale. «La nostra attenzione per le infrastrutture è massima, ce ne sono tante in cantiere. Stiamo trattando col governo e il ministro Delrio per la concessione di risorse e fondi».

Su quali opere vi state concentrando? «Il collegamento con l’aeroporto di Orio, il completamento della Pedemontana che arriverà fino a Dalmine; il ripristino della ferrovia di San Pellegrino, che è una delle richieste per migliorare la viabilità della valle».

Passiamo al capitolo Sanità. Come procede la riforma? «Nei prossimi giorni verranno confermati gli assetti che sono stati costituiti con le nuove Asst, le ex aziende ospedaliere. Abbiamo avuto dei riscontri positivi. C’è stata qualche preoccupazione su possibili declassamenti e riduzioni d’impegni, ma si sono rivelate tutte infondate».

Si è temuto anche per l’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. «L’ospedale Papa Giovanni di Bergamo è un’eccellenza, per questo non va solo mantenuto, ma, anzi, ancora di più sviluppato e implementato. Su questo abbiamo preso degli impegni precisi che verranno mantenuti».


Leggi l’intervista integrale di Benedetta Ravizza su L’Eco di Bergamo in edicola domenica 10 luglio 2016

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