Meno sessioni chirurgiche in estate I sindacati dei medici: non è colpa nostra

Meno sessioni chirurgiche in estate
I sindacati dei medici: non è colpa nostra

Liste d’attesa che si allungano per visite ed esami clinici, turni da rivedere alla luce della direttiva Ue che impone strettissime condizioni su riposi e notturni, riduzione di sessioni chirurgiche e posti letto.

Argomenti «caldi» sulla sanità bergamasca - che coinvolgono anche l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - ai quali «L’Eco» ha dedicato approfondimenti. Ora interviene anche il sindacato Anaao-Assomed della dirigenza medica e sanitaria di Bergamo. Il segretario aziendale e il vice Anaao-Assomed del Papa Giovanni, Anna Paola Callegaro e Stefano Magnone hanno inviato un intervento alla direzione de «L’Eco».

Diversi gli argomenti sul tavolo, dal presidio di San Giovanni Bianco che, con la riforma, è annesso all’Asst Papa Giovanni, ai turni aziendali. Callegaro e Magnone sottolineano che «se da un lato saremmo felici di conoscere gli impegni presi da Maroni per l’ospedale, a noi e a tanti altri del tutto sconosciuti, per contro della riforma conosciamo assai bene i riflessi (negativi) sul lavoro dei medici. Nessun rinforzo pur in presenza di un costante aumento dei ricoveri urgenti e delle prestazioni, anche in presenza di una richiesta di diminuire il numero delle prestazioni».

L’Anaao rimarca che «i medici , i biologi e i dirigenti sanitari, con gli infermieri, non ci stanno a passare come i colpevoli degli allungamenti delle liste d’attesa e della riduzione delle prestazioni chirurgiche. Basta osservare le schede di budget del 2016 per ritrovare la programmata riduzione del fatturato nell’ordine del 2% con una riduzione ancora maggiore prevista per i costi relativi ai dispositivi medici. Non si indirizzi quindi altrove la causa della riduzione estiva, che per il Papa Giovanni è intorno alle 110 sedute operatorie in meno in tre mesi. Riduzione fonte di accese polemiche interne».

Dal canto suo la direzione dell’Asst Papa Giovanni di Bergamo si dice, come sempre, pronta a lavorare con i sindacati. E aggiunge di essere consapevole «degli sforzi richiesti ai propri operatori, soprattutto in queste prime fasi di applicazione della riforma della sanità. Stiamo lavorando per superare questo periodo di transizione e cambiamento per garantire sempre la sicurezza dei pazienti e a di tutelare i nostri operatori, che sono la grande forza e la vera anima di questa azienda».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola mercoledì 20 luglio 2016

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