Mercato libero dell’energia: c’è tempo Adiconsum: «Pressioni sui consumatori»

Mercato libero dell’energia: c’è tempo
Adiconsum: «Pressioni sui consumatori»

Il cambio di gestore dovrà avvenire solo dopo il 1° luglio del 2019 ma le campagne di informazione dell’aziende per l’associazione di consumatori fanno pressioni «indebite». A Bergamo quasi 300.000 famiglie aderiscono al «prezzo tutelato».

Si fa sempre più serrata la campagna delle aziende che operano nel mercato libero dell’energia per accaparrarsi quei tanti consumatori che sono rimasti nel mercato tutelato e che pagano tariffe stabilite trimestralmente dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. «A Bergamo – dice Mina Busi, presidentessa ADICONSUM provinciale - gli utenti serviti dal mercato tutelato sono poco meno di 300 mila, per lo più famiglie anziane, di pensionati e monoreddito, non certo tra le più “attive” nella ricerca internet su prezzi e condizioni migliori(60% ). Negli ultimi tempi è invece partita una vera e propria battaglia comunicativa che punta quasi a terrorizzare il consumatore sulla necessità di fare presto a decidere, a cambiare, a scegliere».

«Vogliamo invece ricordare agli utenti del mercato tutelato che hanno ancora tempo per scegliere quale sarà il loro operatore di energia del mercato libero. A dispetto, infatti, degli spot pubblicitari che danno per imminente la fine del mercato tutelato, sottolineiamo che questo avverrà, solo dall’1 luglio 2019». «Continue telefonate di utenti che chiedono in merito all’obbligo di passaggio al mercato libero proposto con telefonate insistenti e spot televisivi e radiofonici – continua Busi. Occorre valutare bene la scelta da fare, confrontare le varie proposte, ma oggi siamo in un far west pieno di raggiri e poca chiarezza che disorientano il consumatore che non è messo in condizione di fare delle scelte consapevoli in linea con il proprio utilizzo e i propri bisogni, con offerte variegate impossibili da confrontare. A fianco di una maggior chiarezza è opportuno, a tutela dell’ambiente e del portafoglio, fare informazione sui possibili risparmi che si possono mettere in campo nella vita quotidiana per evitare sprechi e bollette troppo onerose. Il passaggio al mercato libero è visto con molta diffidenza e fino ad ora i risparmi promessi di solito sono limitati nel tempo e vanno considerati solo sul costo della materia prima. Per questo – conclude Busi -, prima di sottoscrivere un contratto, magari dando anche il consenso telefonico, è opportuno rivolgersi all’Associazione dei Consumatori per capire e confrontare le condizioni proposte».

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