«Mi metto in viaggio, in mezzo a voi»
Il vescovo apre il Pellegrinaggio Pastorale

La visita durerà fino al 2026 e toccherà tutte le parrocchie della diocesi. Venerdì 19 febbraio la prima tappa a Corna Imagna. Monsignor Beschi: «Vengo incontro a voi per scoprire e riconoscere il Signore».

«Mi metto in viaggio» ha detto il vescovo Francesco Beschi sabato 13 febbraio, aprendo ufficialmente con una celebrazione a carattere diocesano il suo Pellegrinaggio Pastorale. In viaggio in mezzo a noi, alle nostre parrocchie, fra le nostre case, nelle nostre chiese. La Messa in Cattedrale ha aperto quello che il vescovo preferisce definire «Pellegrinaggio Pastorale» perché porta maggiormente con sé la dimensione dell’incontro. Il Pellegrinaggio Pastorale vedrà la sua prima tappa a Corna Imagna venerdì 19 febbraio e proseguirà poi all’interno della Cet 9 Valle Imagna–Villa d’Almè. «Un anno fa il contagio si manifestava lontano da noi – ha detto il vescovo iniziando l’omelia – e poche settimane dopo avrebbe colpito anche noi come mai avremmo immaginato. Apriamo la visita pastorale in giorni in cui virus e varianti sono ancora in agguato e ci chiedono di lavorare, studiare, incontrarci e celebrare con tutte le precauzioni necessarie. La forza dello Spirito Santo ci unirà più di ogni necessario distanziamento».

Da ora fino al 2026 monsignor Beschi raggiungerà tutte le comunità parrocchiali in un clima che metterà in evidenza il valore dell’incontro. «Il pellegrinaggio – ha spiegato monsignor Beschi – mi ricorda molte esperienze condivise lungo le rotte del mondo, nelle missioni e lungo le strade del nostro Paese a piedi con i giovani. Il pellegrinaggio ci richiama un viaggio speciale, un’attesa e una ricerca. La meta dei pellegrinaggi non è una città e neppure un santuario; la meta è l’incontro più sorprendente, il più da tutti desiderato: l’incontro con Dio. Mi metto in viaggio per sei anni incontrando tutti voi per scoprire, riconoscere, incontrare in voi il Signore crocifisso e risorto. Il santuario sarete voi care sorelle e cari fratelli».

Il vescovo sarà pellegrino nella nostra vita comunitaria per incontrare le persone, laici e sacerdoti. «Mi faccio pellegrino per incontrare i miei fratelli preti, lì dove condividono con voi la meraviglia della fede, la sofferenza delle indifferenze e a volte dei tradimenti, ma anche la speranza irriducibile che scaturisce da Cristo. Vorrei che le vostre comunità ritrovassero, alimentassero e custodissero i tratti della fraternità, dell’ospitalità e della prossimità, perché è intravedendo quei tratti che potrò riconoscere Dio in mezzo a voi». Parrocchie ospitali, fraterne e prossime, come «case da cui uscire per raggiungere ciascuno, servendo la vita dove la vita accade». Le parrocchie attendono in questi mesi e nei prossimi cinque anni la visita del vescovo che raggiungerà una ad una tutte le Comunità ecclesiali territoriali (Cet) della diocesi. «Il vescovo pellegrino – ha detto – si avvicina a ciascuna delle comunità parrocchiali e riconosce in esse la presenza del Signore chiedendo di essere toccato dalla loro fede. La vostra fede è il dono che il vescovo desidera, domanda, riconosce e accoglie». Durante la celebrazione, con l’assemblea e i sacerdoti presenti, è stata recitata la preghiera che nelle parrocchie accompagnerà il Pellegrinaggio. «Chiedo la vostra preghiera – ha concluso –. In questo tempo di pandemia abbiamo pregato al punto da cominciare l’edificazione di un santuario, non di pietra, ma di preghiera dove i mattoni, le colonne, le architravi sono le preghiere, da quelle più nascoste a quelle più corali». Al termine della Messa il vescovo ha consegnato ai moderatori delle Fraternità presbiterali il testo della preghiera e l’immagine che accompagnerà il Pellegrinaggio Pastorale.

Don Mario Carminati, vicario episcopale per le attività economiche, ha parlato a nome dei sacerdoti esprimendo la riconoscenza al vescovo per la vicinanza dimostrata soprattutto nei mesi più terribili della pandemia. «Non è stato solo Pastore, ma ci ha mostrato i segni di una paternità. Quello che ci ha testimoniato sarà il suo biglietto da visita arrivando nelle parrocchie. Si mette in cammino prima di tutto come discepolo di Cristo». Don Carminati ha riassunto quali saranno i tre momenti che ogni comunità vivrà con il vescovo: la celebrazione della Messa, l’incontro con una realtà significativa che esprime l’esperienza della carità e la recita del Rosario. A monsignor Beschi è stata regalata una corona del Rosario che accompagnerà i suoi passi attraverso tutta la diocesi.

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