Montelungo, il progetto bergamasco: «Secondi: amareggiati ma bel lavoro»
Il progetto di Nieto-Sobejano

Montelungo, il progetto bergamasco:
«Secondi: amareggiati ma bel lavoro»

Non è apparso tra i nomi impressi sui rendering o sulle slide, ma anche il suo studio ha firmato uno dei 5 progetti selezionati per la nuova Montelungo.

Lui è Paolo Belloni, architetto bergamasco (l’unico selezionato) che ha lavorato con il team Nieto-Sobejano, firmando il progetto che ha dato filo da torcere ai vincitori (lo studio Barozzi-Veiga), accaparrandosi due voti (su 5) della giuria.

È stato lo stesso presidente Del Co, durante la presentazione pubblica di venerdì in Città Alta, a lodare il progetto siglato da Nieto-Sobejano. Un aiutino per superare la sconfitta, che solo sabato l’architetto bergamasco (in passato presidente dell’Ordine degli architetti di Bergamo) ha iniziato a realizzare. E che, solo sabato, ha rivendicato la bergamaschità del progetto: «Quella del mio studio è l’unica partecipazione bergamasca – spiega Belloni –. C’è soddisfazione e po’ di amarezza, è mancato davvero poco al risultato. Resta comunque una bella esperienza, un momento di crescita da cui spero possano scaturire nuove collaborazioni. Già in tempi non sospetti, a febbraio 2014 avevo iniziato a studiare l’ex Montelungo, organizzando anche un convegno a cui avevo invitato lo studio Nieto e Sobejano».

Paolo Belloni

Paolo Belloni
(Foto by FotoBerg)

Automatica la partecipazione al bando con lo studio spagnolo. «Abbiamo presentato un lavoro congiunto – spiega Belloni, che non è entusiasta dei progetti concorrenti – visti i nomi in gioco, di grande spessore, mi sarei aspettato un livello qualitativo più alto. Anche chi ha vinto non mi sembra che abbia espresso il meglio delle proprie sensibilità in questo progetto». L’architetto bergamasco ha ben chiara la sua idea di Montelungo e difende alcune scelte, come «la decisione di dare un’identità allo spazio centrale suddividendo la corte in due ambiti, uno più urbano, con una piazza che sarebbe potuta diventare un teatro all’aperto e spazio per eventi della città, grazie alla scalinata che mette in relazione il secondo spazio, più verde e dedicato agli studenti».


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