Naufragio Oria, si allunga la lista dei morti In un video l’imbarco dei soldati - Guarda
Il Piroscafo Oria

Naufragio Oria, si allunga la lista dei morti
In un video l’imbarco dei soldati - Guarda

Una sequenza video in bianco e nero, recuperata in archivi locali, mostra l’imbarco di centinaia di internati italiani sull’isola di Leros: venivano trasferiti a Rodi per essere poi imbarcati sull’Oria, il Piroscafo che nel 1944 affondò nelle acque dell’Egeo con 4.000 soldati, tra i quali c’erano dei bergamaschi. Tra i miliari ripresi nel filmato potrebbero esserci proprio i dispersi della nostra provincia, di cui è stato diffuso un elenco con 54 nominativi.

Un elenco di cinquantaquattro soldati bergamaschi, dati per dispersi alla fine della seconda guerra mondiale, ma invece morti nel tragico affondamento del Piroscafo Oria il 12 febbraio 1944, al largo della Grecia, dove erano finiti prigionieri dei Tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. A settantadue anni di distanza, è forse possibile per tante famiglie della nostra provincia squarciare il velo su una delle pagine più tragiche (e dimenticate) del secondo conflitto mondiale grazie al lavoro di ricerca di Antonio Caprio, originario di Avellino. Il pensionato oggi residente a Pistoia, nipote di Gennaro Caprio che si trovava a bordo dell’Oria, ha incrociato i dati (a volte fuorvianti) della lista d’imbarco del Piroscafo compilata dai Tedeschi, alcune banche dati di cognomi e la banca dati Onorcaduti del Ministero della Difesa. Ne è scaturito un dettagliato file in formato excel, con l’elenco dei nominativi suddiviso per regioni e successivamente per province e comuni. La lista (formato pdf) è allegata a questo articolo.

Da ormai 72 anni le acque dell’Egeo custodiscono il relitto del Piroscafo Oria e gran parte dei corpi degli oltre 4000 soldati morti nel naufragio avvenuto nella notte fra l’11 e il 12 febbraio del 1944. Non si trattò di un episodio isolato nel Mare Egeo: gli affondamenti del Donizetti, del Petrella e della nave Sinfra provocarono la morte, rispettivamente di 1584, 2646 e 1850 italiani. Nel 2014 lungo la costa che si affaccia sul luogo dell’affondamento del Piroscafo Oria è stato inaugurato un monumento a ricordo di quei giovani caduti. È costituito da una stele di marmo chiaro affiancata da altre due su cui, in italiano e in greco, è ricordato il tragico evento. È opera dello scultore Thimios Panourgias (morto nel giugno 2015) e oltre che dalla locale municipalità di Saronikos, è stato sostenuto dall’associazione Chrysi Tomi di Keratea e da Telis Zervoudis, il sub di Atene che riportò a galla una gavetta d’alluminio avviando ricerche che grazie al tam tam di internet hanno toccato ogni angolo d’Italia. Sempre nel 2014, fra i rottami del relitto sul fondo del mare, è stata posata una lapide in italiano e greco.

L’emittente televisiva greca ERT2 (secondo canale della televisione nazionale) ha presentato il documentario «MemORIA». Ospiti in studio della conduttrice Maria Kouphopoúlou i greci Telis Zervoudis e George Iatrou, mentre Michele Ghirardelli, rappresentante delle famiglie delle vittime, ha portato la propria testimonianza in collegamento dall’Italia. Particolarmente importanti alcune immagini inedite riferite a quei tragici giorni. In particolare una sequenza video in bianco e nero, recuperata in archivi locali, mostra l’imbarco di centinaia di internati italiani sull’isola di Leros: venivano trasferiti a Rodi per essere poi imbarcati sull’Oria. La sequenza, diffusa attraverso il gruppo Facebook dei parenti dei dispersi, è disponibile sul nostro sito internet: fra quei militari potrebbero esserci anche i dispersi bergamaschi. Domenica 14 febbraio è in programma a Saronikos la cerimonia di commemorazione al monumento, cui parteciperanno l’ambasciatore d’Italia in Grecia, Luigi Efisio Marras e l’addetto militare colonnello Antonio Albanese.

Due pagine su L’Eco di Bergamo in edicola l’11 febbraio

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