No slot, la risposta dei tabaccai Chiesti i danni a Palazzo Frizzoni

No slot, la risposta dei tabaccai
Chiesti i danni a Palazzo Frizzoni

I tabaccai fanno causa a Palazzo Frizzoni per il danno erariale causato dall’ordinanza che limita il gioco d’azzardo ad alcune fasce orarie. Il sindacato Totoricevitori sportivi ha inviato l’esposto alla Corte dei Conti della Lombardia, chiamando in causa i sindaci che hanno introdotto provvedimenti simili.

Il danno erariale per l’ordinanza del sindaco Gori – che introduce il divieto di gioco in tre fasce orarie – ammonterebbe a circa 7,6 milioni mentre la stima su base annuale sarebbe pari a 2,5 miliardi l’anno.

La dura presa di posizione della categoria parte dal caso di Bergamo: «L’ordinanza di Gori non si è limitata a restringere la possibilità di giocare, ma ha toccato anche la vendita dei “gratta e vinci”. È l’unico caso in Italia» sottolinea il presidente nazionale del sindacato Giorgio Pastorino. L’ordinanza firmata da Gori è entrata in vigore durante l’estate e ha riguardato new slot, sale giochi tradizionali, video lottery, sale scommesse sportive, lotterie istantanee e a estrazione. In essa si stabilisce che non si possa giocare dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21.

«Secondo il presidente nazionale del sindacato Giorgio Pastorino – replica Gori –, a tre mesi e mezzo dall’entrata in vigore dell’ordinanza si registra un calo del consumo di gioco, che porterebbe un danno di 7,6 milioni: il che significa che su Bergamo si sarebbe registrato un abbassamento del consumo di gioco pari al 27%. Se questi dati fossero veri non potremmo che rallegrarci, poiché il 27% di 284,7 milioni corrisponderebbe a ben 76 milioni di euro in un anno spesi in economia reale e non nel gioco».


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