Non basta la pioggia di queste ore Smog, mercoledì avanti con le limitazioni
Lo smog nel cielo bergamasco

Non basta la pioggia di queste ore
Smog, mercoledì avanti con le limitazioni

Nonostante la pioggia di lunedì notte e di martedì mattina, Regione Lombardia ha confermato anche per la giornata di mercoledì 29 le misure di limitazione temporanee di 1^ livello, attivate in considerazione delle concentrazioni elevate di polveri sottili riscontrate nei giorni scorsi.

In meno di un mese, la provincia di Bergamo ha consumato quasi la metà della franchigia europea sulle polveri sottili. Il limite non è lontano, la fine dell’anno sì, dunque, il rischio di sforare la quota s’avvicina.

Anche perché il Pm10 non accenna a diminuire. In questo primo scorcio di 2020 i bergamaschi hanno respirato aria avvelenata dal particolato, con valori ben oltre i 50 microgrammi per metro cubo. Proprio per questo trend negativo, con concentrazioni oltre soglia per quattro giorni consecutivi, da martedì sono scattate le limitazioni temporanee antismog di primo livello per le auto più inquinanti.

Secondo la normativa europea il valore del Pm10 deve restare al di sotto dei 50 microgrammi per metro cubo. Ogni anno sono concessi solo 35 violazioni. E in questo 2020 l’agglomerato di Bergamo (che raccoglie i dati delle stazioni di Bergamo, Dalmine, Filago e Osio Sotto) risulta aver sforato il limite giornaliero per 15 volte sui 26 giorni di gennaio (ultima rilevazione Arpa disponibile risale a domenica). Il valore sale a 18 giorni se invece dell’agglomerato (utile ai fini delle sanzioni europee) si prendono i dati dell’Accordo del bacino padano, cioè il valore medio provinciale, valutato per far scattare le misure emergenziali. In questo caso il trend negativo, salvo qualche momentanea boccata d’ossigeno, è iniziato a fine 2019, in particolare il 29 dicembre, tanto che il 3 gennaio è scattato il primo stop antismog del 2020. Stop, poi, revocato il 7, grazie a tre giorni in cui nella Bergamasca si è tornati a respirare. Subito dopo, però, il particolato ha ricominciato a salire, per sei giorni consecutivi. In quell’occasione, il blocco antismog non era stato disposto, perché il meteo aveva annunciato una ventata d’aria buona. Ma solo per un giorno, il 12 gennaio. Da quel momento altro trend negativo per cinque giorni con il picco il 15 gennaio (107 microgrammi per metro cubo) e di nuovo alcuni giorni di tregua.

Infine, l’ultima infilata di giorni neri: 50,1 microgrammi per metro cubo il 22 gennaio, 54,8 il 23 gennaio, 64,3 il 24 gennaio, 77 sabato e 81,9 domenica. Da qui la decisione di Regione Lombardia di far entrare in vigore le misure temporanee di primo livello sia per martedì sia per mercoledì 29 gennaio, il secondo blocco in un solo mese. Divieti che riguardano non solo la Bergamasca (i Comuni con più di 30.000 abitanti, quindi Bergamo e Treviglio) ma anche le province di Milano, Monza, Cremona, Pavia Como, Lodi, Varese e Mantova.

I divieti

Alle limitazioni strutturali, valide tutto l’anno, per contenere l’inquinamento dell’aria (divieto di circolazione per i diesel Euro 0,1, 2 e 3 i benzina Euro 0 dalle 7.30 alle 19.30 dal lunedì al venerdì, escluso le festività) si aggiungono le seguenti limitazioni: si conferma lo stop ai veicoli privati a benzina Euro e ai diesel Euro 0-1-2-3 da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30, si aggiunge per i diesel Euro 0-1-2-3 anche il fermo per sabato e domenica dalle 8.30 alle 18.30. Si aggiunge il divieto di circolazione ai diesel euro 4 tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30. Per i veicoli commerciali lo stop riguarda gli euro 0-1-2-3 da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30 e sabato e domenica dalle 8.30 alle 12.30, mentre i motocicli e ciclomotori euro 1 da lunedì a venerdì escluse le festività dalle 7.30 alle 19.30. Per tutti i veicoli c’è il divieto di sostare a motore acceso. Con l’attivazione delle misure temporanee sono costretti a fermarsi anche i mezzi che hanno aderito al progetto Move In, la scatola nera di Regione Lombardia. Si aggiungono le restrizioni sul riscaldamento domestico, in agricoltura e il divieto assoluto di combustioni all’aperto (accensione di fuochi, falò, barbecue, fuochi d’artificio).


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