Solo un negozio su due ha il Pos Obbligo e multe dal 2018

Solo un negozio su due ha il Pos
Obbligo e multe dal 2018

Tanti esercizi non si sono ancora dotati del pagamento telematico. Fioristi ed edicole tra i settori più arretrati. Fusini: «Sanzioni senza senso per i più piccoli». Per venire incontro a chi ancora non ce l’ha c’è un accordo Ascom-Ubi Banca.

Continua a crescere il numero dei Pos nella Bergamasca, anche se non abbastanza: ad oggi se ci riferiamo al commercio, solo un negozio su due ne è in possesso, anche se la prossima legge di Bilancio, se approvata, dal 1° gennaio porterà con sé l’obbligo di accettare transazioni telematiche per commercianti, artigiani e professionisti. Da tempo si parla anche di sanzioni fino a 30 euro per chi non accetterà il pagamento con carte, anche se ad oggi non sono ancora state confermate. Secondo dati di Ascom Bergamo ad oggi in provincia sono attivi tra i 45 mila e 47 mila Pos (inclusa la grande distribuzione). La crescita negli ultimi 4 anni è del 30% circa, con 11 mila nuovi Pos. Il dato nazionale di crescita rileva un + 42% ed è più alto rispetto a quello bergamasco, ma solo perché nella nostra provincia già quattro anni fa il loro numero era superiore rispetto alla media nazionale. Per quello che riguarda il mondo del commercio, Ascom stima la presenza di quasi 10.500 imprese dotate oggi di Pos: in sostanza, come detto, poco meno di uno ogni due esercizi dal momento che il totale delle imprese è di 24.700. Il numero sale sensibilmente conteggiando i molteplici terminali della grande distribuzione.


(Foto by MATTEO BAZZI)

Tra i settori attrezzati ormai quasi al 100% per i pagamenti elettronici (oltre alla Gdo) risultano quelli del turismo, della ristorazione, le gioiellerie, i negozi di mobili e arredo e quelli di abbigliamento e calzature. Coperti nella media di un’impresa ogni tre i settori tradizionali dell’alimentare al dettaglio e degli ambulanti. La più bassa copertura (tra il 10 e il 20%), si rileva ancora tra gli agenti di commercio e immobiliari, le edicole, i fioristi e i professionisti. E a proposito delle possibili sanzioni in arrivo, per il direttore di Ascom Bergamo Oscar Fusini, «a preoccupare non sono tanto le sanzioni, quanto la loro applicazione indiscriminata. Il provvedimento non fa differenza tra chi il Pos se lo può permettere e chi no. Si dimentica che nel pagamento elettronico lo Stato non ci mette nulla, mentre banche e circuiti ci guadagnano e l’unico a pagare è chi accetta la carta. La direzione dei pagamenti del resto è ben evidenziata dai numeri ufficiali che parlano di una crescita verticale del numero dei Pos nei punti vendita e negli studi dei professionisti, oltre che dell’utilizzo sempre maggiore delle carte, che sostituiscono gli altri strumenti di pagamento e per importi medi sempre più piccoli».

Fusini si chiede anche «che senso ha imporre un obbligo per attività dove i piccoli importi andrebbero a creare solo un aggravio dei costi e dei tempi di pagamento, come al bar per un caffè o per altre transazioni dove non ci sono margini? Basti pensare ai tabaccai per i generi di monopoli e ai carburanti, dove chi incassa lo fa in grandissima misura per lo Stato stesso. O dove, come nel caso di alcuni rifugi alpini, non c’è nemmeno linea telefonica. Non serve nemmeno come misura anti-evasione, perché l’evasione è consensuale tra chi vende e chi compra».

Un distinguo, quello sui piccoli esercizi, che non cancella una tendenza sempre più spinta verso il pagamento con la moneta elettronica: in questo solco si colloca l’accordo raggiunto tra Ascom Bergamo e Ubi Banca, con condizioni di favore per gli esercizi commerciali associati che decidono di attivare il servizio Pos: prevista un’annualità di gratuità del canone e commissioni di favore e differenziate in base alle tipologie di carte utilizzate nelle transazioni. «L’utilizzo della carte è in continuo aumento - spiega il presidente Ascom Paolo Malvestiti - e il nostro compito è di tentare di calmierare i costi, stringendo accordi col sistema bancario locale. Le convenzioni con Ubi vanno in questa direzione». «L’intesa con Ascom- dichiara Luca Gotti, responsabile macro Area Territoriale Bergamo e Lombardia Ovest di Ubi- aiuta ad adeguarsi ai provvedimenti legislativi in materia, il Pos oggi è uno strumento indispensabile e a traino dei consumi, migliorando la sicurezza».


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