Nuovi casi a Sorisole e Zogno Palermo, arrivano i generi di conforto
Intervento a Padova

Nuovi casi a Sorisole e Zogno
Palermo, arrivano i generi di conforto

Arrivano segnalazioni da Sorisole e Zogno di nuovi casi di coronavirus. A Sorisole la comunicazione del sindaco: «Abbiamo due persone positive al virus nel nostro Comune» ha detto ai cittadini.

«Con riferimento all’andamento epidemiologico, e in risposta alle domande dei cittadini, comunico che Ats mi ha informato che abbiamo due persone positive al virus nel nostro comune» ha scritto il sindaco di Sorisole. «Naturalmente il servizio sanitario ha perfettamente sotto controllo i soggetti ed ha disposto la quarantena per tutto il nucleo familiare a stretto contatto con i pazienti - continua -. Niente allarmismo mi raccomando perché non è proprio il caso. La situazione era prevedibile ed è seguita in modo impeccabile dai sanitari. Rimangono le indicazioni date sin qui, lavarsi bene le mani, disinfettare, evitare assembramenti e luoghi affollati». Segnalati anche due casi a Zogno.

Nel frattempo giovedì 27 febbraio alle 11 i ventisei bergamaschi che sono in quarantena nell’hotel nel centro di Palermo hanno ricevuto un segnale di vicinanza dalla Bergamasca e una testimonianza di solidarietà dai siciliani che fanno riferimento al mondo delle associazioni e in particolare all’Avis. A raccontare quanto accaduto è Oscar Bianchi, bergamasco e presidente di Avis Lombardia oltre che tesoriere di Avis Bergamo: «Sono stato contattato dall’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo che mi ha fatto presente la situazione dei nostri concittadini a Palermo. Il direttore Massimo Giupponi mi ha chiesto se tramite la rete delle associazioni sarebbe stato possibile fare qualcosa per la comitiva ferma a Palermo».

Bianchi ha quindi chiamato il presidente dell’Avis di Palermo, Salvatore Calafiore, con cui vi sono ottimi rapporti perché Bergamo e Palermo sono due importanti realtà del mondo avisino: «Gli ho chiesto la disponibilità a darci una mano e Salvatore mi ha confermato subito la sua attenzione», prosegue Bianchi, che ha preso contatti con la capogruppo dei bergamaschi, Daniela Viviani, la quale ha raccolto le esigenze specifiche di ciascuno dei 26 bergamaschi: dalle caramelle ai succhi di frutta, dai giornali al sapone… piccole esigenze forse, ma importanti in una situazione delicata.

«Mercoledì sera ho ricevuto la lista dei desiderata – continua Bianchi –. Quindi l’ho girata al collega Calafiore che giovedì mattina, attorno alle 11, ha recapitato presso l’hotel i pacchi con quanto richiesto, accompagnandoli con una lettera con cui esprimeva la sua personale vicinanza ai bergamaschi».

I bergamaschi sono naturalmente seguiti anche dalle autorità sanitarie locali, contattate per questi aspetti dal Dipartimento di prevenzione di Ats Bergamo, che è in costante collegamento con i colleghi siciliani.


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