Parcheggio Fara, contestato ma premiato Il progetto ha vinto «Pimby Green 2020»
Lo scavo del parcheggio della Fara visto dall’alto

Parcheggio Fara, contestato ma premiato
Il progetto ha vinto «Pimby Green 2020»

Sembra un paradosso, ma il contestato progetto che ha creato tantissime polemiche si è aggiudicato un premio patrocinato dall’Associazione dei Comuni Italiani.

Il Comune di Bergamo sarà premiato giovedì sera nella seconda edizione del Premio «Pimby (Please In My Back Yard) Green» istituito da Fise Assoambiente, l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali, nonché bonifiche, con il patrocinio dell’Anci.

Bergamo vince per il progetto del parcheggio della Fara, l’infrastruttura il cui cantiere ha generato molte polemiche per via dei ritardi e dei problemi che si sono sommati nell’arco di 4 amministrazioni comunali, ma che ora ha visto concludersi la più difficile fase di scavo e che si prepara alla realizzazione del silos per le auto dei visitatori e alla copertura della collina con un parco urbano disegnato dal paesaggista portoghese Joao Nunes. L’opera viene giudicata «una nuova ipotesi per la mobilità di Bergamo Alta. Un piano che nasce dalla volontà di apportare alcune modifiche di carattere generale dell’assetto della sosta per Città Alta tali da riorganizzare la distribuzione tra stalli di rotazione e stalli per residenti e tali da riorganizzare, in meglio, alcuni aspetti viabilistici. In sintesi il progetto: la sosta a rotazione (posti blu) sarà completamente tolta dalla superficie stradale e collocata all’interno del parcheggio in struttura, mentre la sosta esistente su strada (mura e vie interne di Città Alta) sarà interamente affidata in gestione dal Comune per dedicarla solo a residenti e autorizzati (posti gialli).»

Decisivo ai fini del premio anche l’obiettivo dichiarato di liberare “dalle auto alcune piazza storiche e la riduzione del traffico veicolare in accesso rispetto alla situazione esistente, superando la possibile conflittualità tra residenti ed operatori economici.”

Sono tre gli obiettivi dichiarati del Premio: promuovere una nuova cultura del “fare”, valorizzare le capacità innovative del nostro Paese e contrastare la sindrome NIMBY (Not In My Back Yard) che vede sempre più spesso Amministrazioni locali e comitati di cittadini opporsi aprioristicamente alla localizzazione nel proprio territorio di opere pubbliche o private; una sindrome che frena la realizzazione dei lavori necessari per lo sviluppo e il rilancio industriale dell’Italia.

A essere premiate saranno quindi amministrazioni pubbliche e imprese che hanno contribuito a realizzare infrastrutture e impianti industriali strategici, che si sono dimostrati volano per lo sviluppo sostenibile e occupazionale e che, in particolare, si sono distinti per: l’elevato tasso di innovazione tecnologica, il confronto, il dialogo, la partecipazione e il coinvolgimento positivo e responsabile dei cittadini.

Un riconoscimento riguarderà, come lo scorso anno, l’informazione giornalistica e la pubblicazione di articoli e contenuti scientifici che hanno contribuito a diffondere un’informazione trasparente e scevra da pregiudizi, in grado di contenere il fenomeno del «not in my back yard».

Lo scorso anno si sono aggiudicati il Pimby Green: il Comune di Firenze per la rete tranviaria, il Comune di Limone sul Garda per la per la realizzazione della “Ciclopista del Garda”, il Comitato di Gestione degli pneumatici fuori uso per il “Sistema di gestione degli Pneumatici provenienti da veicoli a fine vita”, la Concessione Autostradali Venete per il Passante Verde 2.0, l’Associazione Kyoto Club per l’intensa e continua attività di comunicazione a sostegno della realizzazione di impianti di biometano, il Comune di Codroipo per la realizzazione di un innovativo impianto di trattamento rifiuti, il giornalista Jacopo Giliberto per l’inchiesta “Raccolta rifiuti, l’Italia sommersa verso la paralisi totale”.


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