Pedaggi autostradali, nuovi aumenti E raddoppia il canone Telepass

Pedaggi autostradali, nuovi aumenti
E raddoppia il canone Telepass

Dal 1° gennaio il transito sulle autostrade costerà di più.

Amara sorpresa. Al rientro dalle ferie, in gennaio, ci si troverà un inaspettato regalo da parte delle autorità italiane: dopo l’aumento di gennaio e giugno 2015 dei pedaggi autostradali per un totale di un 4%, il transito sulle autostrade costerà di più.

A partire dal 1° gennaio, infatti, scattano gli annuali aumenti dei pedaggi. Secondo quanto reso noto dal Ministero delle infrastrutture, l’aumento maggiore interesserà la A4 Torino-Milano dove gli automobilisti saranno chiamati a pagare il 6,5% in più. Rincari sono previsti pure sulla Strada dei Parchi +3,45% e sulla Pedemontana Lombarda, +1%.

Critiche da Giovanni D’Agata, presidente dello «Sportello dei Diritti», contro la «politica lobbystica dei concessionari che sta letteralmente impoverendo tutta la mobilità del Paese. È inaccettabile dover sostenere nuovi aumenti dei pedaggi autostradali perché lo vogliono le lobby a scapito dei cittadini, che già devono affrontare una crisi economica generale».

«Va cambiato il meccanismo di calcolo, da rapina, delle tariffe autostradali che hanno permesso anche quest’anno aumenti doppi rispetto al tasso d’inflazione. Ad oltre metà della rete sono stati autorizzati aumenti del pedaggio dell’1%, per ora solo sospesi al resto della rete. Su tutte le autostrade scatterà un aumento del Telepass, usato dal 65% degli utenti, che raddoppierà il suo canone mensile da 0,7 a 1,5 euro» segnala Dario Balotta, presidente Onlit, l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni e sulle privatizzazioni nei trasporti.

«Nonostante i gestori autostradali abbiano ridotto i costi di gestione con l’automatizzazione, la riduzione dell’occupazione e della sicurezza, continuano a vedersi, autorizzati dal Governo, aumenti di tariffe del tutto ingiustificati. La rete autostradale è la più vecchia d’Europa e già abbondantemente ammortizzata, i traffici sono in ripresa e sono stati sempre in crescita nel passato trentennio, esclusi gli ultimi due anni. I 23 concessionari continuano a realizzare extra-profitti, senza avere vincoli di tutela dell’ambiente e di miglioramento del servizio. Sulla carta sono stati promessi tanti investimenti per giustificare gli aumenti tariffari e il rinnovo delle concessioni senza gara. I gestori hanno imposto al Governo la logica della rendita di posizione monopolista in contrasto con gli interessi generali di sviluppo, con la tutela dei consumatori e le norme europee» continua Balotta.

«Discorso diverso per le nuove, inutili e semivuote autostrade della Lombardia che, nonostante abbiano tariffe fuori mercato (doppie della media nazionale), hanno anche loro aumentato il pedaggio, Pedemontana (+1%) e Tem (+2%). Se per le vecchie concessionarie sono gli utenti ad essere “tosati” da tariffe sempre in aumento, per le nuove tratte il sistema è anche peggiore, perché “tosa” gli utenti a un livello tale, da tenerli lontani dalle autostrade, così da renderle inutili. Per le nuove tratte, i conti non tornano ed è lo Stato a coprirne i “buchi”».

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