Pentecoste: la veglia - Segui la diretta C’è da riscoprire il bene della fratellanza
Francesco Beschi, vescovo di Bergamo

Pentecoste: la veglia - Segui la diretta
C’è da riscoprire il bene della fratellanza

Sabato sera 30 maggio alle 20,30 in cattedrale la veglia di Pentecoste con il vescovo Francesco Beschi. La si potrà seguire pure su Bergamo Tv e sul sito.

Cinquanta giorni - in greco si direbbe «pentecoste» - sono passati dalla Pasqua e liturgicamente con la memoria del dono dello Spirito Santo che apre l’orizzonte agli Apostoli, riprende il tempo dell’ordinarietà. È dunque una grandissima solennità quella che il Vescovo invita a celebrare insieme dalla Cattedrale, attraverso la diretta di BergamoTv, in due momenti: sabato sera 30 maggio, alle 20.30, una Veglia, e domani, domenica 31, alle 10.30, la celebrazione eucaristica.

L’invocazione allo Spirito si alzerà attraverso cinque testimonianze di persone che nelle loro diverse esperienze di vita - lavoro, famiglia, sanità - esprimeranno come da cristiani hanno vissuto questo particolarissimo periodo di Quaresima e di Pasqua, nell’Esodo della pandemia. In questa occasione saranno i rappresentanti dei laici, secondo la tradizione per cui questo momento viene animato dalla Consulta Diocesana per le Aggregazioni Laicali (CDAL).

La celebrazione di domenica, invece, come una festa dei popoli, ci porterà ad avere un cuore grande come il mondo. Lo Spirito Santo, ha detto Papa Francesco, è lo sconosciuto della nostra fede eppure, senza di Lui non siamo cristiani, non esiste la Chiesa né la sua missione. Senza di Lui viviamo una doppia vita: cristiani a parole, mondani nei fatti. Lo Spirito Santo fa tutto, ma non si vede. Si possono vedere i suoi effetti, ma occorre un cuore aperto. Tutti abbiamo vissuto la Fase-1, quella del «nessuno incontri nessuno», accumunati dal #iorestoacasa. Tutti abbiamo espresso dai balconi o sui social l’augurio: Andrà tutto bene! Mola mia! Tutti siamo entrati frementi ma prudenti nella Fase-2 , quella del «qualcuno incontri qualcuno», accumunati dal must del #distanziamentosociale e dalla ormai immancabile mascherina. Tutti, pur mantenendo le distanze, abbiamo cercato di andare avanti dimostrandoci «vicinanza», soprattutto dentro al dolore, alla fatica, alla paura, al dubbio.

Tutti siamo sulla stessa barca, ha predicato Papa Francesco solo, sotto la pioggia, in una Piazza San Pietro deserta. La solennità di Pentecoste è occasione per ricentrare il proprio misuratore sociale sul «tutti». Questo ci interpella sul come in questo periodo la «distanza sociale» ci abbia fatto desiderare, riscoprire, gustare proprio quella «vicinanza relazionale» che troppo spesso diamo per scontata. Lo Spirito, rendendoci figli nel Figlio, ci riconsegna il dono della fratellanza e la responsabilità della prossimità. Ma negli Apostoli degli Apostoli si racconta anche - e sarà la prima lettura di domenica - che con il dono dello Spirito Santo gli Apostoli testimoniavano la risurrezione, ma ognuno pur proveniente da Paesi diversi, li udiva nella propria lingua.

Anche la Chiesa di Bergamo, nella nostra società multiculturale, è chiamata a vivere un annuncio in lingue diverse. La diversità non è motivo di confusione e di opposizione, ma strumento di comunione nella pluralità. Per significare questo il Vescovo in Cattedrale celebrerà con i sacerdoti che rappresentano gruppi provenienti da diverse parti del mondo e, come anche in alcune parrocchie, alcuni testi saranno in altre lingue. Disse Papa Giovanni Paolo II: «La Pentecoste determina una vera etica dell’incontro che deve presiedere alla costruzione di una umanità nuova dove ogni persona deve essere riconosciuta nella sua dignità e rispettata nella sua identità culturale». 


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