Perquisizione  in villa finisce male Botte e minacce agli agenti, due arrestati

Perquisizione in villa finisce male
Botte e minacce agli agenti, due arrestati

È successo a Carobbio degli Angeli. Si è trattato di una perquisizione a casa di un rom nell’inchiesta su un presunto raggiro da 110 mila euro. Nei guai padre e figlio. «Non avevamo capito che erano poliziotti».

Due milioni di euro in banconote false. Orologi di lusso, gioielli, mobili e indumenti costosi. È quanto si trovava nella villa-bunker a Carobbio degli Angeli dove G. K., italiano di origini rom nato nel 1966, risiede insieme alla moglie, al figlio e alla fidanzata di quest’ultimo. E, nonostante il lusso, tutti sarebbero senza una occupazione fissa.

La villa è stata perquisita, nella mattinata di giovedì 7 dicembre, dagli agenti della Squadra operativa della Polizia locale di Brescia. Un’operazione disposta dalla Procura bresciana, nell’ambito dell’indagine relativa a una truffa finanziaria che G. K. (ha diverse segnalazioni, ma solo un precedente per bigamia) avrebbe messo a segno insieme ad altri complici. Nel «teatrino» organizzato dalla banda, un tedesco ha perso circa 110 mila euro (50 mila in contanti, il resto è il valore di un orologio).

Armati di mandato, gli agenti della Squadra operativa di Brescia si sono presentati alla villa di Carobbio, indossando la pettorina di riconoscimento. L’accoglienza di padre e figlio, dalla ricostruzione fatta in aula poche ore dopo (sono stati arrestati per resistenza) è stata particolarmente ostile. Prima il figlio del presunto truffatore, K. K., nato in Germania nel 1999, ha urlato che non sarebbero riusciti a entrare perché la casa era blindata. Quando poi gli uomini della Squadra operativa hanno visto, dalle finestre, che gli occupanti cercavano di eliminare la documentazione, hanno iniziato a spaccare una finestra per fare irruzione. Si sono avvicinati al capo famiglia, che ha cercato di allontanarli con i pugni. Sono riusciti a bloccarlo, nonostante si siano messe in mezzo anche la moglie dell’uomo e la compagna del figlio. È proprio il figlio che, sceso dalle sue stanze, si è avventato contro gli agenti colpendoli alle spalle. Anche lui è stato bloccato e ammanettato.

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