Pg: «Indizi e Dna, non lasciano dubbi»  Bossetti sbotta in aula: «Dice idiozie»

Pg: «Indizi e Dna, non lasciano dubbi»
Bossetti sbotta in aula: «Dice idiozie»

«Viene qua a dire idiozie». Così Massimo Bossetti ha protestato per alcuni secondi, alzandosi dal banco degli imputati e richiamato dalla guardie penitenziarie, contro un passaggio dell’intervento del sostituto Procuratore generale Marco Martani nel processo d’appello per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Già da alcuni minuti Bossetti lasciava vedere di non gradire l’intervento in aula del magistrato, che sta andando avanti dalla mattina di venerdì 30 giugno. Diverse volte, infatti, seduto a fianco dei suoi legali e sorvegliato dagli agenti di polizia penitenziaria, si era girato lasciandosi andare a qualche commento rivolto anche alla moglie seduta nelle file dietro. Quando, però, il Pg Martani, affrontando la parte «degli elementi indiziari che aggiunto alla prove del Dna danno sicurezza della responsabilità di Bossetti», ha chiarito che le fibre trovate sul corpo di Yara combaciano con quelle del furgone del muratore, Bossetti è scattato in piedi e ha detto: «viene qua a dire idiozie». Ha continuato a protestare per pochi secondi e poi si calmato e si è seduto. Il presidente della Corte gli ha fatto presente che potrà poi rilasciare dichiarazioni spontanee nel corso del processo.

Il pg ha affrontato , ad uno ad uno, gli elementi «di fatto rilevanti per la responsabilità dell’imputato», tra cui il fatto che «l’uccisione della ragazzina e l’abbandono del cadavere sono avvenuti nello stesso luogo», ossia nel campo di Chignolo d’Isola. Una serie di elementi sono stati messi in luce per contrastare l’ipotesi della difesa, basata sulle fotografie satellitari, che il corpo di Yara possa non essere rimasto per tre mesi nel campo prima del ritrovamento. «Nella mano di Yara - ha spiegato tra le altre cose Martani - c’era un ciuffo di erba di quel campo, perché nell’agonia probabilmente si è attaccata a quel ciuffo». Nella foto satellitare portata dalla difesa, ha proseguito, «è vero che non si vede niente, né il cadavere di Yara, né qualsiasi altra persona, ma la risoluzione di questa foto è di una qualità tale che non è certo fatta per cercare un ago in un pagliaio come era quel corpo».


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