Pokemon mania, furbetti in azione Le false app che scalano il credito
Pokemon Go (Foto by Ansa)

Pokemon mania, furbetti in azione
Le false app che scalano il credito

L’allerta della Polizia postale su Facebook: alcune app non ufficiali sono in grado di bloccare il telefono e attivare abbonamenti a pagamento. Bloccate dal market di Android, ma l’allerta resta.

L’appello è apparso sulla pagina Facebook «Una vita da social», una dei canali che la polizia di Stato utilizza per informare i cittadini sui pericoli della rete. «Attenzione alle false app su Android – si legge nel post – si chiamano Pokemon Go Ultimate, Guide & Cheats for Pokemon Go e Install Pokemongo le tre false app di Google Play appena scoperte. Le applicazioni sono in grado di bloccare lo schermo dello smartphone per poi connettersi a siti porno o di attivare costosi servizi a pagamento all’insaputa degli utenti».

Le app fake in seguito alla segnalazione, sono state rimosse dal market di Android ma resta il rischio che vengano installate al di fuori del Google Play. «La prima delle tre app fake, Pokemon Go Ultimate – scrive la polizia – celandosi come una versione del famoso gioco di successo, è in grado di bloccare immediatamente lo schermo dello smartphone dopo il suo avvio. Dopo un riavvio forzato, possibile solo togliendo la batteria dallo smartphone o modificando le impostazioni dei dispositivi Android, il malware si esegue in background, quindi in modalità invisibile alla vittima, cliccando in maniera nascosta su pubblicità porno. Per eliminare questa minaccia l’utente deve andare su Impostazioni -> Gestione applicazioni -> PI Network e disinstallarla manualmente».

Le altre due applicazioni fake individuate su Google Play, Guide & Cheats for Pokemon Go e Install Pokemongo, «appartengono alla famiglia degli scareware ed inducono le vittime a pagare per falsi servizi estremamente costosi, promettendo di generare Pokecoin, Pokeball o Lucky Egg».

Coloro che davvero non possono resistere alla tentazione di installare il gioco sul proprio smartphone «dovrebbero almeno seguire le regole base di sicurezza – conclude il post la polizia –: scaricare le applicazioni solo da fonti attendibili; verificare le recensioni degli altri utenti, concentrandosi sui commenti negativi e tenendo ben a mente che quelli positivi potrebbero essere stati inseriti appositamente; leggere le condizioni e i termini d’uso delle app, focalizzandosi sui permessi richiesti; utilizzare una soluzione di sicurezza mobile in grado di controllare tutte le app del dispositivo».


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