Pontesecco, le promesse? Tutto fermo
«I birilli sono ancora la salvezza»

Quest’anno diventano maggiorenni (l’idea risale al 1998) ma per i birilli che la mattina regolano l’ingresso a Bergamo, al nodo di Pontesecco, c’è ben poco da stappare champagne: la loro «longevità» racconta soprattutto la lunga attesa di una soluzione strutturale per uno dei rompicapo della viabilità bergamasca. A ricordarlo, con ironia, sarà la Festa di mezza Quaresima di Ponteranica, in cui al rogo finiranno proprio i birilli.

Il protocollo d’intesa firmato a settembre tra vari enti prevedeva che Via Tasso presentasse, per metà ottobre 2015, «progetti di massima» per una sistemazione definitiva. Sorisole ha evidenziato nei giorni scorsi come, in realtà, nulla sia ancora arrivato. Ora, almeno su questo fronte, qualcosa dovrebbe muoversi: «Abbiamo concluso l’analisi dei flussi ai primi di gennaio - dice dalla Provincia il delegato alla Viabilità, Pasquale Gandolfi - e lavorato a due-tre opzioni progettuali, con costi diversi ma comunque importanti, che illustreremo ai sindaci entro un paio di settimane». E in attesa di confrontarsi coi primi cittadini, Gandolfi non scende nei contenuti. Di certo però il tema economico peserà sulle decisioni, tanto che Gandolfi non esclude di chiedere ai sindaci di valutare delle compartecipazioni alla spesa.

Anche il Comune di Bergamo ha lavorato sul tema, partendo dai rilievi metrici della Provincia: l’assessore alla Mobilità, Stefano Zenoni, spiega che ultimamente ci si è concentrati sullo studio di alcuni interventi «soft». Già nei mesi scorsi, per esempio, si era parlato di un possibile allargamento della carreggiata, o di una sua diversa sagomatura, per «guadagnare» 50-60 centimetri di larghezza, facendo passare la sede stradale dagli attuali 9 metri a circa 9,60. Si dovrebbe intervenire su un tratto di circa 200 metri, tra i due semafori agli incroci con via Biava e via Maresana. Costi? Pare si parli di circa 200 mila euro, per una «limatura» che di per sé non sarebbe comunque risolutiva: andrebbero ugualmente mantenuti anche i birilli. E quindi il tutto è ancora da valutare in termini di spese-benefici.

Nel frattempo viva i birilli, indispensabile palliativo. «Senza, prevedo lunghe colonne e lamentele», rileva su Facebook l’«inventore» Claudio Armati. E il rogo? «Per evitare dolore e pericoli, è meglio che io vada in gita fuori porta», scherza l’ex sindaco di Ponteranica.

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