Poste, funzionaria da Treviglio a Colere  Trasferta da 174 chilometri per lavorare

Poste, funzionaria da Treviglio a Colere
Trasferta da 174 chilometri per lavorare

Il servizio postale nelle Valli resta penalizzato: 43 sportelli a mezzo servizio. E i dipendenti costretti a trasferte per lavoro.

Salvi gli uffici postali nei piccoli centri della Bergamasca e d’Italia. Lo ha ribadito pochi giorni fa l’amministratore delegato delle Poste Italiane. Ma qual è la situazione del servizio, attualmente? Non proprio rosea, perché se è vero che la distribuzione degli uffici resta capillare, nel corso degli ultimi anni le aperture, sempre limitate alla mattina, si svolgono a giorni alterni: sono 43 attualmente gli sportelli «part time», quasi tutti nelle valli.

Una tendenza che ha visto all’inizio alcune comunità protestare anche vivacemente (è il caso della Valle Imagna, per esempio), poi è seguita una certa rassegnazione. Con qualche colpo di coda, nei casi più estremi: come è successo a Colere qualche giorno fa, dove la funzionaria che si occupa dei servizi finanziari, proveniente da Treviglio (174 chilometri andata e ritorno), non è riuscita a salire a causa della neve. Gli utenti hanno minacciato denunce e sono intervenuti i carabinieri.

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