Pulizia delle Mura, un problema secolare
Nel 1976 spesi 50 milioni (di lire)

Erbacce, piante e rovi a coprire tutto. La pulizia delle Mura di Bergamo è un problema secolare. Lo dimostra questa foto dell’archivio Gaffuri pubblicata su StoryLab: nel 1910 il baluardo di San Giovanni, con via Tre Armi sulla sinistra.

Pulizia delle Mura, un problema secolare Nel 1976 spesi 50 milioni (di lire)

Allora come oggi le piante erano un problema, anche perché per rimuoverle non bastava e non basta l’opera di un semplice giardiniere. Ne sanno qualcosa i volontari che si impegnano tutto l’anno per rimuovere le erbacce dai tratti che consentono di lavorare senza troppi pericoli. Ma per una pulizia completa, soprattutto della zona sopra il quartiere di Valverde, servirebbe un intervento incisivo, con un investimento da parte dell’amministrazione comunale. La stessa identica richiesta, oggi supportata dalla candidatura delle Mura a patrimonio dell’Unesco, è stata presentata a più riprese nel corso degli ultimi 100 anni. Ogni volta c’era la speranza che la manutenzione diventasse ordinaria e definitiva, ogni volta ci si è dovuti ricredere.

L’Eco di Bergamo ha seguito questo problema tutte le volte che si è presentato. Il primo vero intervento manutentivo è datato 26 gennaio 1958: «Pezzi di intonaci che stanno per staccarsi, fili di ferro pendenti, griglie pericolanti, portoni sconquassati, lampioni fuori uso, gradini slabbrati: ecco dove si esercita l’attività minore, ma non meno importante, della nostra Amministrazione Comunale – si legge sulle colonne de L’Eco di Bergamo -. Facciamo un po’ di pylizia in casa nostra ». Sembra uno slogan ed invece l’espressione sta ad indicare un preciso e chiaro programma dell’attuale Amministrazione Comunale. La quale, pure assillata da grandi e difficili problemi la cui soluzione richiede studio, tempo e denaro, non ha però perso di vista altri problemi meno appariscenti, meno impegnativi ma non per questo meno importanti».

Già nel 1976 la pulizia delle Mura non è più un “attività minore”, ma diventa un problema sentito. In articolo del 17 maggio si dà conto dell’opera di pulizia del tratto di via Roccolino, lo stesso che oggi è invaso dalle erbacce. «Da ieri mattina è in corso il taglio della vegetazione che soffoca questo tratto delle Mura. L’operazione su iniziativa dell’azienda Autonoma dì Turismo. Occorreranno mesi prima che possa essere completata. Per compiere questo intervento, che ha lo scopo di tutelare uno dei più importanti monumenti cittadini, elemento anche di notevole richiamo turistico, l’Azienda di Turismo ha stanziato la somma di 50 milioni di lire».

E ancora, nel 1990, in un articolo intitolato «Erbacee e cespugli soffocano i baluardi delle mura venete»: «Fichi selvatici, robinie, sambuchi, rovi, erbacee di ogni qualità e dimensioni: una piccola jungla prospera sui baluardi delle mura venete coprendone molti tratti lungo il versante settentrionale. A questa vegetazione parassita si devono i maggiori guai per l’antico monumento che, in genere, non presenta grossi problemi di stabilità. Le radici che si insinuano nelle fessure e i ceppi sempre più grossi hanno un effetto dirompente, provocando il dissesto del rivestimento e la caduta delle pietre». Insomma, nulla è cambiato.

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