Qualità del menù delle mense scolastiche
Bergamo ottava,giuste dosi di carne rossa

Un buon risultato per Bergamo: nella terza edizione della ricerca condotta da Foodinsider la nostra città si conferma tra le prime dieci a livello italiano per qualità dei menù proposti nelle mense delle scuole primarie. Bergamo è infatti ottava su 51 città analizzate.

Elaborare un menù scolastico in apparenza sembra una cosa facile. Ma è tutt’altro che facile. Ci vuole competenza per conoscere i principi di una sana alimentazione insieme alla regolamentazione e le raccomandazioni che sottintendono all’elaborazione dei menu scolastici. C’è chi privilegia pasta in bianco, patate arrosto hamburger e pizza e chi ha un’idea diversa di menu e ingaggia i cuochi per realizzarla.

Nella ricerca Cremona si conferma per il secondo anno consecutivo al primo posto del Rating dei menu scolastici italiani. Trento mantiene la seconda posizione, mentre al terzo posto sale Fano, che lo scorso anno era due misure più in basso. Nella top ten si confermano Perugia, Rimini, Mantova, Jesi, Bergamo appunto ottava, Udine, mentre new entry Treviso al decimo posto.

Nello specifico, Bergamo è stata considerata un esempio positivo per una giusta dose di carni rosse nel menù: con Milano e Udine la carne rossa è in menù solo due volte al mese.

Il menu di Cremona si distingue per essere il più equilibrato, Trento è stato valutato il menu più sostenibile, con una buona dose di prodotti biologici e a filiera corta con ricette radicate nella tradizione gastronomica del territorio. Il menu di Bolzano vince il premio «Trasparenza» per essere l’unico a dare il maggior numero d’informazioni sulla qualità degli alimenti che mangiano i bambini: sono indicati i prodotti a filiera corta, DOP o IGP, biologici, eco-solidali, i dolci di produzione propria.

«Nello scorrere i vari menu da nord a sud si trovano soluzioni facili che però non contribuiscono ad un corretto stile alimentare - spiegano da Foodinsider -. Le abbiamo mappate e raggruppate in 10 aree di miglioramento, discusse e condivise con il Comitato Scientifico. Si va da pasti con un apporto proteico esagerato come pasta al ragù, prosciutto cotto e piselli, all’abbondanza di carni rosse, e conservate (salumi) nonostante si registri un generale calo della proposta di proteine animali; pasta e riso dominano al sud, dove i cereali integrali sono quasi inesistenti; poca varietà di verdure e un biologico che, a parte rari casi, fa fatica ad entrare in mensa».

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