Quel cuoricino salvato alla nascita ma sempre in sospeso con la vita

Quel cuoricino salvato alla nascita
ma sempre in sospeso con la vita

La famiglia Redenti ha dovuto lasciare la Polonia. Qui ha trovato gli «angeli» del Papa Giovanni.

Filomena con la sua mano piccola tiene stretto il dito della mamma Anna. In quel gesto semplice e pieno d’amore si concentrano la sua tenacia e la sua voglia di vivere: affetta dalla nascita da una grave cardiopatia, a 13 mesi ne ha già passate tante. Nata ad aprile, ha trascorso il primo periodo della sua vita ricoverata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in Patologia neonatale, in Terapia intensiva pediatrica e in Cardiologia. È stata dimessa a fine settembre e ora nella nuova casa di Curno ha tanti giocattoli a disposizione, ma le sue giornate sono scandite dal ritmo delle terapie, dei farmaci, delle visite mediche.

«Ha sempre bisogno di assistenza – dice Anna –. Dormiamo al massimo due ore per notte e mai di seguito». Avrebbero bisogno di un aiuto a tempo pieno, un infermiere specializzato, per ora però non è possibile e ci pensano loro. Nonostante questo, però, lei e Matteo Redenti, il papà, non perdono mai il sorriso. Pur di offrire un futuro a Filomena non hanno esitato a cambiare vita e a lasciarsi tutto alle spalle. Matteo si occupa di internazionalizzazione di impresa e marketing, sua moglie Anna è notaio: vivevano a Cracovia, in Polonia. Durante la gravidanza è emerso che Filomena aveva un grave difetto al cuore: «Abbiamo cercato in giro per il mondo – racconta Matteo – un posto dove potesse ottenere le cure migliori. Abbiamo preso in esame diverse strutture, dagli Stati Uniti all’Inghilterra, fino all’Italia. Abbiamo scelto Bergamo perché è un vero punto d’eccellenza, l’accoglienza dei medici e degli infermieri è stata straordinaria, e la presenza del dottor Lorenzo Galletti e lo staff di cardiologi sono stati decisivi».


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