Recupero di Sant’Agostino I lavori si avviano verso la fine
Le cappelle laterali

Recupero di Sant’Agostino
I lavori si avviano verso la fine

Prosegue il restauro della ex chiesa di Sant’Agostino, attualmente Aula Magna dell’Università di Bergamo: proprio qui il Comune di Bergamo interverrà quest’anno.

Continua l’impegno per il restauro della ex chiesa di Sant’Agostino, attualmente Aula Magna dell’Università di Bergamo: proprio qui il Comune di Bergamo interverrà quest’anno, anche grazie a una collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, per restaurare gli affreschi delle cappelle lato nord e lato sud della ex chiesa di Sant’Agostino. Un investimento di mezzo milione di euro, che la Giunta del Comune di Bergamo ha approvato nella seduta di fine anno 2020.

L’intervento di restauro conservativo rappresenta di fatti la continuazione dei lavori già eseguiti: negli anni scorsi il Comune di Bergamo è già intervenuto su campate e cappelle, contribuendo al grande intervento di riqualificazione che ha reso la ex Chiesa l’attuale aula magna dell’Università degli Studi di Bergamo, con una capienza di 600 persone. I cantieri di restauro che si sono susseguiti hanno riguardato la conservazione della facciata, la messa in sicurezza delle superfici intonacate ed affrescate e due campagne di scavo archeologico interno all’aula propedeutiche all’adeguamento impiantistico che ha dotato l’ex chiesa di un impianto di riscaldamento e di un sistema di trattamento dell’aria. L’intervento forse più rilevante è quello realizzato grazie alla convenzione tra il Comune di Bergamo e l’Università degli studi di Bergamo: la chiesa è stata completata con un sistema di illuminazione studiato appositamente in relazione all’architettura, un palco attrezzato, 504 sedute, uno schermo a scomparsa, cabine per la traduzione simultanea e un videoproiettore.

I lavori, che vanno a completare il progetto avviato sin dal 2018 e reso possibile anche grazie al contributo finanziario della Fondazione Banca Popolare di Bergamo, previsti nel 2021, mirano a restaurare le superfici intonacate ed affrescate delle ultime due cappelle di destra e di tutte le cappelle di sinistra, che risalgono a un arco temporale che va dalla seconda metà del Trecento alla fine del Cinquecento. Le lavorazioni prevedono: il consolidamento degli strati di intonaci conservati, salvaguardandone le fasi e la leggibilità temporale; il restauro delle pellicole pittoriche decorative ed iconografiche eseguite a fresco, evitando ricostruzioni ed integrazioni pittoriche; il trattamento delle superfici murarie, per prevenire il peggioramento delle condizioni di conci e malte; il trattamento delle parti in breccia a testimonianza delle trasformazioni architettoniche e degli usi dello spazio della ex Chiesa; l’intervento sulle pitture e dei trattamenti superficiali non antichi, per ridurre i contrasti più evidenti dovuti alle cantierizzazioni recenti che hanno interessato l’aula.

«È un intervento molto importante che mira a preservare quegli affreschi che non erano compresi negli interventi precedenti spiega l’Assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla - Abbiamo fortemente voluto completare il recupero delle cappelle dell’ex Chiesa di Sant’Agostino, oggi Aula Magna dell’Università: si tratta di lavori particolarmente delicati e assolutamente necessari per salvare le opere dal degrado a cui andrebbero incontro».

«Il recupero delle ultime cappelle laterali dell’Aula Magna è il tassello finale previsto nel progetto pluriennale di recupero del monumentale complesso universitario di Sant’Agostino. Il rush finale dell’operazione vedrà finalmente nel 2021 la conclusione dei lavori alle ultime cappelle non ancora restaurate in parallelo ai grandi interventi finali di recupero degli spazi del chiostro piccolo e delle facciate del chiostro grande. È auspicabile altresì che si trovino le forze economiche, anche grazie ad un contributo esterno, per il restauro dell’abside della Ex chiesa, che rappresenterebbe la naturale chiusura di un percorso filologico di restituzione alla comunità, accademica e cittadina, di un complesso che è di nuovo ora un centro di impulso culturale per l’intera città e il territorio» conclude il Rettore Remo Morzenti Pellegrini.


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