Redditometro, Terzi e Magoni al top
Malanchini «sotto» di settemila euro

Regione Lombardia, guida la classifica dei Paperoni il governatore Attilio Fontana. In Giunta le due bergamasche si difendono bene, il consigliere leghista in perdita.

Redditometro, Terzi e Magoni al top Malanchini «sotto» di settemila euro

Al primo posto il governatore Attilio Fontana con un reddito complessivo dichiarato nel 2017 pari a 294 mila euro, mentre tra gli assessori della sua Giunta spicca Massimo Sertori (Politiche per la montagna), anche lui in quota Lega, con 233.329 euro: i dati, assieme a quelli sulle spese sostenute dai consiglieri regionali per l’ultima campagna elettorale, saranno pubblicati a breve sul sito della Regione così come è previsto dalle norme sulla trasparenza.

In Giunta «si difendono» anche i due assessori bergamaschi, Claudia Terzi (Lega), con delega ai Trasporti, con 121 mila euro di imponibile lordo e Lara Magoni (Fdi), assessore a Moda e turismo, con poco più di 90 mila euro. Tra i consiglieri al Pirellone invece i più ricchi tra i bergamaschi, guardando alla sola voce del reddito complessivo, sono il capogruppo del Carroccio Roberto Anelli, con 77.117 euro, seguito quasi a pari merito fra loro, dal consigliere M5S Dario Violi con 76.542 e da quello del Pd Jacopo Scandella con 75.924 euro. Tutti e tre già al Pirellone anche nella scorsa legislatura. Di poco distanziato il consigliere di Forza Italia Paolo Franco con 66.339 euro. Si ferma invece a 23.901 euro Niccolò Carretta (Lombardi civici europeisti) seguito con 23.152 euro da Barbara Mazzali (Fdi), mantovana, eletta nella circoscrizione di Bergamo. A poca distanza il leghista Alex Galizzi con 21.225 euro e Monica Mazzoleni, anche lei del Carroccio con 18.406 euro, mentre ha dichiarato redditi negativi per circa 7 mila euro Giovanni Malanchini, anche lui Lega, con un segno meno legato al fatto di aver limitato l’attività libero-professionale, continuando a sostenerne i costi di gestione, nell’ultimo periodo da sindaco di Spirano, carica per la quale ha percepito circa 30 mila euro annui.

Tutti hanno rendicontato anche le spese per la campagna elettorale che li ha portati in Consiglio regionale, specificando la provenienza degli eventuali finanziamenti ricevuti. Si va dagli oltre 34 mila euro dell’azzurro Paolo Franco, circa 4 mila dei quali «forniti dal candidato» - e i restanti raccolti tra i numerosi sostenitori privati - ai 2.314 del leghista Galizzi, per oltre la metà «forniti direttamente dal candidato». Le spese elencate possono riguardare ad esempio volantini o manifesti, l’organizzazione di comizi, ma anche il compenso per collaboratori. Oltre 30 mila euro (32.126) sono stati spesi per la riconferma al Pirellone dal pentastellato Violi (che era candidato presidente, ndr), con finanziamenti provenienti da un comitato costituito ad hoc e da compagni e militanti M5S, mentre il consigliere Pd Scandella «campione di preferenze» ha utilizzato per la propria campagna elettorale poco più di 14.600 euro, quasi interamente «forniti dal candidato», ad eccezione di soli 500 euro avuti da due cittadini privati.

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