Ricordarsi che in auto c’è un bebè  Pronto un brevetto tutto bergamasco

Ricordarsi che in auto c’è un bebè
Pronto un brevetto tutto bergamasco

Si chiama Stefano Fontana, è un ingegnere bergamasco e a dicembre 2015 si è visto riconoscere il brevetto per un sensore di pressione, opportunamente tarato per rilevare anche pesi minimi, simile a quelli già oggi normalmente inseriti nei sedili anteriori delle auto per le cinture non allacciate. A cosa serve? Per non dimenticare il bambino nel seggiolino.

«Il numero di episodi di dimenticanze di bimbi in auto da parte dei genitori – spiega l’ingegnere – rende importante trovare qualche soluzione per ricordare al genitore la presenza del piccolo prima che si allontani dall’auto. È su questa base che ho deciso di sviluppare un progetto semplice, efficace ed economico, come un sensore che si collega, tramite le nuove tecnologie, a uno degli strumenti indispensabili per ognuno di noi: il cellulare».

Al sensore è abbinata un’applicazione per smartphone che consente l’interazione tra i due apparecchi tramite un emettitore Bluetooth o wifi. «Il sensore – commenta Fontana, dirigente d’azienda di una grande impresa bergamasca nel settore tessile – rileva la presenza del bambino e attiva un dispositivo che emette un segnale Bluetooth- wifi che viene rilevato dall’ormai quasi totalità dai cellulari sul mercato. Quando il bambino siede sul seggiolino, il cellulare del conducente o del genitore rileva il segnale dell’emettitore attivato dal sensore e si aggancia a esso. Qualora il bambino venisse sganciato dal seggiolino la connessione si perde e il sistema entra in stand by. Se il bimbo venisse dimenticato, la connessione resta attiva, ma il cellulare del conducente, che si sta allontanando dall’auto, rileverebbe un indebolimento della potenza del segnale e quindi, al di sotto di una soglia minima reimpostata, scatterebbe un allarme con segnali sonori, visivi o vibrazioni che aumentano di intensità con il passare del tempo».

«Attualmente – conclude l’ingegnere – sono in contatto con numerose aziende per sviluppare il progetto che economicamente ha costi assolutamente bassi. Sono convinto che possa essere uno strumento molto utile».


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