Rotary food box, aiuti a 100 famiglie rimaste senza reddito per la pandemia - Foto
I volontari con i pacchi alimentari preparati per le famiglie bisognose

Rotary food box, aiuti a 100 famiglie rimaste senza reddito per la pandemia - Foto

Da sei mesi ricevono un sostegno concreto, in collaborazione con il Comune. La crisi sanitaria ha sconvolto la vita di molti: «Per noi l’emergenza è diventata economica».

«Non riuscivamo a capacitarci di essere proprio noi i destinatari di quel pacco alimentare: prima di quest’anno non abbiamo mai avuto bisogno di aiuti di nessun genere»: Luigi ha 40 anni, fa il mastro birraio e sua moglie è una cuoca, insieme gestivano un bed and breakfast in città. Poi il Covid ha spazzato via tutti i loro progetti costruiti con tenacia e gran voglia di fare. Da sei mesi, come altre 100 famiglie individuate dal Comune di Bergamo, riceve ogni mese un pacco alimentare con generi alimentari. Si tratta del Rotary food box, un progetto di sostegno alle famiglie che hanno perso il lavoro o sono in difficoltà per il Covid 19 realizzato dal Rotary Club Bergamo Sud con il Comune.

«Ogni volta che riceviamo il pacco, fatto di tanti prodotti di prima qualità, è un po’ una festa soprattutto per mia figlia di 6 anni», racconta ancora Luigi. «In un anno la nostra vita è stata sconvolta: abbiamo dovuto chiudere il bed and breakfast perché il settore turistico e congressuale è a terra. Mia moglie lavora saltuariamente per una cucina di un ristorante. Io cerco lavoro ma due diplomi e conoscere l’inglese non servono in molti settori attivi in questo momento. Ho fatto il corso per pizzaiolo e soprattutto guardo al futuro. Passerà, mi dico».

Le famiglie aiutate dal Rotary food box sono quelle che non ti aspetti possano aver bisogno di un aiuto alimentare. Luisa ha 43 anni, un figlio di 17 e ha sempre lavorato nelle mense scolastiche. «Sono in cassa integrazione – racconta – e per ora non ho visto molti soldi. L’apertura e la chiusura delle scuole per me significa avere un impiego con cui mantenere mio figlio oppure no». È Luisa che si occupa anche dei genitori, è lei che di solito fa andare avanti la famiglia. «A marzo ci siamo ammalati tutti – dice -: ci siamo sentiti spaesati e soli perché purtroppo il nostro medico è stato tra le prime vittime del Covid. Siamo guariti ma per noi l’emergenza è diventata economica».

Il progetto Rotary food box è realizzato in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, che si è occupato dell’individuazione delle famiglie, in particolare quelle con minori a carico, e che coinvolge i volontari della rete BergamoXBergamo. Aderisce all’iniziativa anche Confcooperative Bergamo, che si occupa della composizione e distribuzione delle box, coordinando i volontari del Comune e i giovani del Rotaract, insieme ad alcuni volontari rotariani. A livello istituzionale Confindustria Bergamo, Confartigianato Bergamo e Aspan Bergamo hanno accolto con entusiasmo il progetto insieme a una rete di oltre 30 aziende principalmente del territorio. La forza di questa iniziativa del Rotary Club Bergamo Sud è riuscire a mettere insieme i bisogni delle famiglie con una risposta da parte di una rete socio imprenditoriale.

«Pasta, riso, diciamolo ci fanno comodo: qui siamo sei bocche da sfamare», spiega la signora Nunzia, 64 anni. In casa con lei il marito, una vita nelle Forze dell’ordine in pensione e gravemente cardiopatico, il figlio e i tre nipotini. «Sono tutti in Dad – spiega – per fortuna siamo riusciti a recuperare dei pc anche vecchi. Non stiamo male ma in sei con uno stipendio non è facile. Grazie a Dio non ci siamo ammalati, e ora aspettiamo il vaccino. Speriamo presto, per tornare a vivere».


elena.catalfamo@eco.bg.it
Elena Catalfamo

Giornalista della redazione web de L’Eco di Bergamo

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