Sabato e domenica le giornate del Fai I tesori bergamaschi aperti al pubblico

Sabato e domenica le giornate del Fai
I tesori bergamaschi aperti al pubblico

Quando nel 1993 si svolse la prima edizione delle Giornate FAI di Primavera (50 luoghi aperti al pubblico in una trentina di città) era difficile immaginare che sarebbero diventate uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano.

Su 25 anni della manifestazione contiamo 10.000 luoghi aperti in 4.300 città, oltre 9.200.000 visitatori, 115.000 volontari e più di 210.000 giovani e appassionati Apprendisti Ciceroni. Lo spirito del FAI è rimasto però lo stesso, quello di accompagnare gli italiani alla riscoperta della bellezza che li circonda e che spesso non si conosce o non si vede.

La Delegazione FAI di Bergamo partecipa alle Giornate FAI di Primavera dal 1994 e a 23 anni di distanza è ancora tempo di prime volte, proprio perché tante sono le bellezze che ci circondano che meritano di essere scoperte o semplicemente portate all’attenzione delle persone.

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Ecco le novità dell’edizione 2017:

6 Comuni coinvolti con 8 siti aperti, di cui ben 7 inediti per le Giornate FAI di Primavera, incluse un’ex colonia e una centrale idroelettrica

• i comuni di Ardesio, Gromo, Gandellino e Castelli Calepio accolgono per la prima volta le Giornate FAI di Primavera

• per la prima volta si potranno visitare 4 luoghi in alta Valle Seriana

• per la prima volta lo stesso luogo viene, a furor di popolo, proposto per due anni consecutivi: il Convento di San Nicola votato da quasi 30.000 persone come luogo del cuore.

La Delegazione FAI di Bergamo propone a tutti gli Iscritti FAI, e a ogni persona che ha a cuore il futuro del paesaggio e della cultura del nostro paese, di intraprendere sabato 25 e domenica 26 marzo un viaggio che abbraccia pianura e colline, valli, borghi e città alla scoperta delle ricchezze storiche, artistiche, naturali, culturali della Bergamasca. Ad accogliere i visitatori saranno oltre 50 volontari del FAI, mentre ad accompagnarli saranno 200 Apprendisti Ciceroni, studenti e studentesse di 6 scuole secondarie di primo e secondo grado, che metteranno a disposizione di tutti la loro preparazione e soprattutto il loro giovanile entusiasmo. Saranno possibili visite anche in Cinese, Francese, Inglese, Spagnolo, Tedesco.

Il filo conduttore delle aperture programmate dalla Delegazione FAI di Bergamo per la venticinquesima edizione delle Giornate FAI di Primavera è la centralità dell’uomo, della sua storia e della sua opera nel tempo, in dialogo con l’ambiente.

1 Proprio per proteggere, valorizzare e comunicare in forme nuove il patrimonio storico e l’identità del territorio bergamasco nasce nel 2002 la Fondazione Bergamo nella storia, che spalancherà le porte della sua sede nell’ex Convento di San Francesco, in città alta a Bergamo, realizzato fra la fine del Duecento e l’inizio del Cinquecento, ricco di affreschi, preziosi motivi ornamentali e dotato di un superbo panorama.

Ex Convento di San Francesco

Ex Convento di San Francesco

Scendendo da città alta, una bella passeggiata sui colli, plasmati dal lavoro dell’uomo, conduce all’ex Colonia Elioterapica del Polaresco, edificio del Ventennio completato nell’agosto 1940, dedicato alla cura del rachitismo infantile e, più in generale, all’irrobustimento dei bambini e dei ragazzi. Un luogo dove i ragazzi di oggi racconteranno le storie di migliaia di giovani bergamaschi che lì sono passati nei decenni che hanno cambiato l’Italia.

Alle porte della valle Imagna, si incontra il complesso di Santa Maria della Consolazione, più noto come Convento di San Nicola, di Almenno San Salvatore che ha conquistato il cuore di migliaia di persone. Sulla sommità di una dolce collina, coperta da vigneti, la chiesa del XV secolo, il monastero con il chiostro dei primi anni del ‘500 aspettano il visitatore. L’organo Antegnati del 1588, gli stucchi e gli affreschi narrano le vicende della secolare devozione popolare, mentre dalla sagrestia sarà possibile accedere ai matronei e al loggiato, scoprire la corte e le celle dei monaci.

Convento di San Nicola, di Almenno San Salvatore

Convento di San Nicola, di Almenno San Salvatore

La parte orientale dell’itinerario ci regala invece la chiesetta di San Giovanni Battista a Cividino di Castelli Calepio, preziosa testimonianza della presenza sin dall’epoca carolingia di una comunità viva nel luogo in cui è edificata. L’edificio romanico conserva affreschi risalenti alla seconda metà dell’XI secolo, mentre nel pavimento sono in vista le tracce dell’edificio più antico ed alcune sepolture altomedievali. La chiesa ospita una suggestiva mostra di presepi. Dirigendosi verso i monti, l’alta Valle Seriana offre 4 gioielli a breve distanza fra loro. Alla devozione popolare e al rapporto fra l’uomo e il sacro si deve la costruzione del Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Ardesio, nel luogo dove il 23 giugno del 1607 apparve la Madonna.

Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Ardesio

Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Ardesio

Nel santuario si possono ammirare numerosi dipinti e opere d’arte, ricchi arredi, un maestoso organo e tantissimi ex voto. Lo scurolo accoglie il cosiddetto “Sepolcro Fantoniano”, capolavoro composto dal sette grandi statue policrome del ’700. Salendo verso nord si arriva a Palazzo Milesi, sede del Comune di Gromo, centro della vita amministrativa e culturale del paese. Realizzato nel 1465 in occasione di un matrimonio, non ha mai subito alterazioni artistiche. L’interno esibisce locali con soffitti a cassettoni dipinti e stanze ornate da un importante ciclo di affreschi, che hanno come tema il mercato delle armi bianche, la cui produzione rese Gromo nota in tutta Europa e di cui sono esposti alcuni esemplari.

Gandellino, ultima tappa dell’itinerario in Val Seriana, riserva due sorprese. La chiesa di San Martino Vescovo, straordinario esempio di fede e di lavoro dell’uomo. Voluta dalla popolazione del borgo nel 1920 è stata terminata con la torre campanaria nel 1984. Di aspetto neoromanico è completamente rivestita di porfido quarzifero lavorato a mano da maestranze locali. L’interno è maestoso e solenne, mentre la cripta conserva la statua della Madonna del Carmine opera fantoniana. La sagrestia è ricavata in quanto resta della chiesa quattro-cinquecentesca con stucchi, affreschi e dipinti.

3 Raggiungibile in 10 minuti a piedi, e visitabile nella sola giornata di domenica, la Centrale di Gandellino, realizzata dalla società Crespi e C. nel 1920, è ora di proprietà di Enel Green Power. E’ un pregevole esempio di archeologia industriale, di aspetto neogotico. L’impianto, risalente al 1920 ed entrato in servizio nel 1922, è stato riautomatizzato nel 1972.

Le Giornate sono aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti FAI – e a chi si iscrive durante l’evento - a chi sostiene la Fondazione con partecipazione e concretezza. A loro saranno dedicate corsie preferenziali, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un beneficio: conviene a se stessi e fa bene all’Italia. Le visite sono libere, ma un contributo, anche minimo, aiuta il FAI a continuare la sua opera di salvaguardia e tutela.


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