«Salvo grazie a un palloncino nel cuore» Bergamo, 35 anni fa l’antenato dello stent
Il direttore del Dipartimento cardiovascolare del Papa Giovanni Orazio Valsecchii con Matteo Zanotti, il primo che a Bergamo ha ricevuto uno stent 35 anni fa

«Salvo grazie a un palloncino nel cuore»
Bergamo, 35 anni fa l’antenato dello stent

Fu Orazio Valsecchi, oggi capo del Dipartimento cardiovascolare, a realizzare il primo intervento di angioplastica ricostruttiva attraverso un catetere. Il ricordo del paziente, Matteo Zanotti: «Chiesi se mi usavano come cavia».

Era il 1983, l’8 agosto, come oggi: faccia a faccia si ritrovarono Orazio Valsecchi, appena 32 anni, allora agli Ospedali Riuniti da giovanissimo neospecializzato in Cardiologia e Matteo Zanotti, allora operatore ecologico, 34 anni, di Spirano, che aveva un restringimento di una coronaria. Trentacinque anni dopo i due sono di nuovo insieme, a ricordare quell’evento: il primo bergamasco sottoposto a un intervento di «allargamento» di una coronaria non con bypass ma con l’inserimento di un «palloncino», e il primo cardiologo ad effettuare a Bergamo, agli allora Ospedali Riuniti, il primo intervento di angioplastica ricostruttiva con quello che era l’antenato dello «stent».

«Però la domanda la faccio io a Matteo Zanotti, che oggi ha 69 anni, vedo in grandissima forma, e che sono felice di poter riabbracciare: “Allora, Matteo, se ritornasse indietro, si sottoporrebbe di nuovo a quell’intervento? Lei, che oggi ha 5 nipoti, l’avrebbe detto quel giorno che sarebbe arrivato fin qui, a ricordare quanto è successo?”», esordisce Orazio Valsecchi, una vita tutta trascorsa nell’ospedale cittadino, passando da assistente di Cardiologia ad aiuto corresponsabile e responsabile dell’Unità di Diagnostica interventistica, oggi direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo nonché direttore dell’Unità di Cardiologia 2-Diagnostica interventistica.

«Le rispondo con la stessa domanda che le feci 35 anni fa – sorride Matteo Zanotti – e con lo stesso ottimismo con cui ho affrontato quell’intervento. Si ricorda? Le chiesi “Ma per caso mi state facendo fare da cavia?”.


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