Sant’Antonio abate, oggi la festa - Foto Una tradizione che si rinnova - Video

Sant’Antonio abate, oggi la festa - Foto
Una tradizione che si rinnova - Video

Si rinnova oggi, nella chiesa-cappella vescovile dei Santi Marco e Maria in via Locatelli, l’antica festa di Sant’Antonio abate, il santo eremita del deserto vissuto in Egitto tra il 250 e il 356.

È invocato come protettore dei lavori dei campi, degli animali e contro le malattie contagiose, come l’herpes zoster, popolarmente noto come «fuoco di Sant’Antonio», ma anche per ritrovare oggetti smarriti e, un tempo, dalle ragazze in cerca di marito. Intorno alla sua festa si sono cementate tradizioni molto care alla gente, come la benedizione di animali, veicoli, macchine agricole e la vendita delle castagne affumicate, note come «biligòcc».

Nella chiesa di via Locatelli, oggi, saranno celebrate Messe alle 7,30, alle 9, alle 10 (solenne), alle 13, alle 17 e alle 18,30. Alle 16 Rosario meditato. All’esterno della chiesa, dalle 7,30 alle 18,30, benedizione di veicoli e animali. Dalle 9 alle 17, sul Sentierone e in piazza Dante, saranno presenti una quarantina di bancarelle con diversi generi merceologici, fra cui i famosi «biligòcc».

Il culto di Sant’Antonio abate fu introdotto a Bergamo nel XIV secolo grazie ai frati Antoniani che officiavano nell’attuale chiesa di via Locatelli, che allora era inglobata nell’ospedale cittadino. In occasione della sua festa, un tempo si benedivano i carri agricoli, gli animali e i fertilizzanti. Malgrado il dissolversi della civiltà contadina e la sostituzione dei carri con automobili, moto, bici e gli animali da cortile con quelli da appartamento, la devozione al santo si mantiene molto viva. Le benedizioni vedono lunghe file di fedeli provenienti dalla città, dalla provincia e anche dalla Brianza, ai quali viene consegnata la classica immaginetta con il santo circondato da animali.

Tra i devoti sono molti i rappresentanti di commercio e gli autisti, che trascorrono ore o giorni sui mezzi di trasporto e chiedono al santo la protezione contro i pericoli della strada. In chiesa i fedeli accendono un cero chiedendo una grazia e, in questi anni di crisi economica, anche un aiuto per trovare un posto di lavoro o la conferma di quello a tempo determinato. L’iconografia ritrae il santo in vesti episcopali seduto su un trono, oppure come eremita del deserto o nell’atto di meditare le Scritture. Molto spesso viene raffigurato con una fiamma nella mano, simbolo di sapienza.

Anche l’oratorio del quartiere San Paolo e il bar San Paolo riprenderanno l’antica tradizione di benedire gli animali domestici. L’iniziativa si svolgerà in oratorio alle 16,30. Per la gioia dei bambini «abbiamo già la conferma – dicono dal bar San Paolo – della presenza di un consistente numero di animali fra i quali, oltre ai “classici” cani e gatti, si potranno ammirare uno struzzo, una capra, oche e galline, insetti stecco, cincillà, tartarughe, scoiattoli e molti altri ancora»

In occasione della ricorrenza di Sant’Antonio abate, è festa anche a Trescore Balneario. Una festa che si concentra attorno alla chiesetta dedicata al santo, situata in via Roma, nella strettoia del centro storico. Alle 8,30 e alle 10,30 – con la tradizionale benedizione del sale e delle immagini – sarà celebrata la Messa, proprio nella chiesetta del centro, mentre nel pomeriggio, dopo la funzione delle 15, è previsto il bacio della reliquia. La festa è molto sentita dai fedeli della cittadina termale, legati alla chiesetta. Si hanno notizie del piccolo edificio sacro a partire dal 1541. Nel 1750 fu ricostruita dalle fondamenta e nel 1985 fu oggetto di un restauro interno ed esterno. La pala dell’altare maggiore con Sant’Antonio, risalente al XVIII secolo, rappresenta il cuore della chiesa. Caratteristica e ben visibile all’esterno è una delle prime fontane pubbliche di Trescore. Fu collocata lì nel 1840 in occasione della costruzione del primo acquedotto della cittadina.


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