Schiamazzi, cani e parti in comune Tutti i  motivi per litigare con i vicini

Schiamazzi, cani e parti in comune
Tutti i motivi per litigare con i vicini

La ricerca dell’Aci sulle liti tra vicini di casa: i bergamaschi sempre sul piede di guerra. Per il 63% i rapporti con i condomini sono sempre tesi.

Senza arrivare agli eccessi delle assemblee condominiali di Fantozzi, sembra che bergamaschi non brillino in quanto a predisposizione ai buoni rapporti di vicinato. Stando a quanto emerge da una ricerca dell’Aci, il 63% dei cittadini orobici nei confronti dei condomini ha un atteggiamento che va dall’indifferente all’ostile. Tra le scintille che più frequentemente fanno esplodere i conflitti c’è il poco rispetto per le parti comuni, seguito da un classico: la presenza di animali e, ahinoi, di bambini. Difficili da sopportare sono poi gli schiamazzi, così come il volume di musica e televisione. Il 39% delle persone intervistate per la ricerca dichiara di non sopportare odori ritenuti molesti.

Lo stereotipo del bergamasco poco incline a socializzare è pienamente confermato dalla ricerca: il 63% ha dichiarato di non avere rapporti con i vicini, mentre 3 persone su 10 preferiscono evitare contatti, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per diffidenza. Esiste anche un mezzo bicchiere pieno, non si sa se per maggiore tenerezza degli intervistati o per puro opportunismo: più della metà delle persone interpellate ha infatti dichiarato che comunque i vicini possono rappresentare una risorsa: secondo il 57% dei bergamaschi ci si può aiutare in caso di necessità, mentre per il 35% il vicino può badare all’abitazione quando si è assenti, magari in vacanza. Addirittura, per un altro 35% dei bergamaschi la presenza di un vicino potrebbe anche costituire un buon deterrente per i ladri. Infine, un incentivo che potrebbe spingere a fare uno sforzo per evitare i conflitti: secondo la rivista scientifica Journal of Epidemiology and Community Health, relazioni positive con le persone del nostro vicinato riducono anche del 67% il rischio di crisi cardiache.

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