Scorlazzone, torna a splendere una delle scalette più belle dei Colli

Scorlazzone, torna a splendere
una delle scalette più belle dei Colli

Lo Scorlazzone rappresenta la naturale prosecuzione della salita dello Scorlazzino verso il colle di San Vigilio, e il percorso rappresenta una delle principali vie d’accesso al colle e un itinerario di interesse storico.

È stata completata proprio in questi giorni la sistemazione della salita dello Scorlazzone, una delle scalette più caratteristiche dei Colli di Bergamo: una riqualificazione che l’Amministrazione di Bergamo ha voluto nell’ambito di un piano pluriennale di messa a nuovo dei percorsi pedonali sui colli che negli anni scorsi ha visto riqualificare, tra gli altri, anche via Monte Bastia.

Lo Scorlazzone rappresenta la naturale prosecuzione della salita dello Scorlazzino verso il colle di San Vigilio, e il percorso rappresenta una delle principali vie d’accesso al colle e un itinerario di interesse storico. Proprio lo Scorlazzino è stato oggetto di lavori nei mesi scorsi, visto che il Comune vi ha previsto per la prima volta l’illuminazione pubblica.

L’intervento sulla salita dello Scorlazzone, che collega via Sudorno alla stazione della funicolare di San Vigilio, era stato pensato per sistemare gli spazi dissestati e migliorare l’accessibilità del percorso. Molte delle pietre della salita negli anni avevano perso la stabilità muovendosi dal sottofondo e la vegetazione aveva infestato alcuni parti dei muri di sostegno. Si tratta di un luogo di notevole rilevanza paesaggistica: per questo motivo non sono state compromesse l’identità e la riconoscibilità del luogo e l’intervento ha costituito di fatto un ripristino dello stato originario della scaletta.

Il progetto ha previsto quindi interventi di diverso genere. Il cantiere è stato organizzato innanzitutto per fasi: si è provveduto alla sostituzione del selciato e delle pietre danneggiate, alla sostituzione dei gradini distrutti della scalinata, alla ricostruzione con il metodo del «cuci e scuci» delle parti di muro che «spanciava» lungo il percorso, all’apertura di archetti nel parapetto per favorire il deflusso dell’acqua piovana. Vista la delicatezza del luogo e dell’intervento previsto i lavori sono durati 4 mesi e costati 160mila euro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA