Sentierone, ecco gli scatti dei soccorsi Si indaga sul rogo della giostra di Natale
Le foto sono di Forcella Marin

Sentierone, ecco gli scatti dei soccorsi
Si indaga sul rogo della giostra di Natale

Fiamme, fumo e un cumulo di tizzoni ardenti. È quello che resta della storica giostra di Piazza Vittorio Veneto, dopo l’incendio scoppiato poco dopo le 20 di mercoledì 22 novembre.

L’ipotesi per ora è che a provocarlo sia stato un cortocircuito, ma saranno visionati i filmati delle telecamere. La giostra era un appuntamento fisso nel cuore della città da circa 20 anni e la notizia da mercoledì sera ha fatto il giro di Bergamo e non solo: su chat, in Facebook, e Istagram con scatti e commenti per uno dei simboli del Natale più amato.

Uno scatto di giovedì mattina alle 6.20 sul Sentierone

Uno scatto di giovedì mattina alle 6.20 sul Sentierone

Di sicuro quella giostra è un pezzo di Bergamo. Il proprietario la porta in centro da almeno vent’anni, dopo averne curato la messa a punto a Lecco, dove vive e dove era diretto mercoledì sera alle otto, un quarto d’ora dopo quando gli è arrivata la chiamata dei vicini di piazza, i titolari delle casette di legno su piazza Dante. «Sta bruciando la tua giostra», gli hanno detto, mentre lui era in macchina con la moglie. «Non ci sono giostre così, solo un paio di esemplari in tutta Italia, questo tipo di giostra ha più di cent’anni». Secolare, come la tradizione di giostrai della famiglia di Aldo: «dal 1892», indica la scritta sulla casetta di legno, l’unica superstite del rogo. Tutto bruciato, tutto andato, l’equivalente di 600-700 mila euro.

Sulla cause si indaga: c’è chi avrebbe « sentito un botto e le fiamme molto alte». racconta un residente. «Anche noi abbiamo sentito un colpo, siamo usciti dal nostro locale e abbiamo visto subito le fiamme. In zona non c’era alcuna persona sospetta», raccontano i dipendenti del Nazionale, sul Sentierone.

Sul posto sono intervenute due volanti della questura, la polizia locale e due squadre dei vigili del fuoco che in 45 minuti hanno domato l’incendio. Al momento l’ipotesi del gesto doloso, dell’incendio frutto di un raid non convince le forze dell’ordine e nemmeno i vigili del fuoco che hanno spento l’ncendio. Il proprietario ha detto e ripetuto di aver staccato l’impianto, spento tutto prima di andare, ma per ora l’ipotesi degli investigatori è che possa essersi trattato di una sorta di cortocircuito, forse all’imbocco dell’interruttore che avrebbe provocato la scintilla anche dopo lo spegnimento dell’impianto. Le indagini ora proseguiranno.


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