Settimana rovente, picchi fino a 39° Attenzione all’ozono: rischi per i bimbi

Settimana rovente, picchi fino a 39°
Attenzione all’ozono: rischi per i bimbi

Avete già caldo? Preparatevi perché è nulla in confronto alle temperature previste nei prossimi giorni. Anche in provincia di Bergamo si attende il caldone. E attenzione ai livelli di ozono.

Picchi fino a 39° anche in Bergamasca. Quella che entra nel vivo sarà una delle settimane più calde dell’anno e a dispetto dei titoli non c’è nulla di strano: è fine luglio, il caldo vero era atteso. Gli esperti di 3B Meteo spiegano l’andamento dei prossimi giorni. L’azione di una vasta area di alta pressione di matrice subtropicale, ben strutturata e con i suoi massimi sul Mediterraneo occidentale, investirà l’Italia con masse d’aria davvero molto calde. Anche gli aggiornamenti odierni confermano valori massimi pomeridiani anche superiori ai 35°C su pianure e fondovalle delle regioni centro-settentrionali, ma con locali picchi di 37-39°C sulle basse pianure lungo il Po tra Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e su zone interne di Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio, con caldo e afa in intensificazione anche nelle ore notturne specie nei principali centri urbani.

Complice la scarsa ventilazione e i valori medio-alti di umidità relativa nei bassi strati dell’atmosfera, le temperature percepite nelle ore più calde del giorno supereranno ampiamente i 40°C in molte città del Centronord. Qualche grado in meno - ma pur sempre caldo - lungo i settori del medio-basso versante Adriatico, aree interessate ancora da residua ventilazione dai quadranti settentrionali.

E attenzione anche ai livelli ozono che in Lombardia e anche in provincia di Bergamo sfiorano da giorni i livelli di attenzione. Ma quali sono gli effetti dell’ozono sulla salute dei cittadini? Arpa ha diffuso una guida per comprendere il problema ed evitare negativi effetti sulla salute.

Cos’ è l’ozono
L’ozono è un gas naturale che si forma normalmente nella stratosfera, lo strato dell’atmosfera terrestre che si estende dai 10-15 Km fino a 30 Km circa. La sua presenza qui risulta di fondamentale importanza per la vita sulla terra, in quanto fornisce un eccellente schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene. I gas inquinanti prodotti dall’uomo, tra i quali soprattutto il Freon (usato principalmente come propellente per le bombolette spray) e l’ossido di azoto (NO, prodotto dai motori degli aerei) si propagano nella stratosfera e favoriscono la diminuzione dell’ozono, portando ad un assottigliamento dello strato di ozono stratosferico (“buco dell’ozono”). Nella parte più bassa dell’atmosfera (troposfera) l’ozono è invece dannoso per la salute umana e per la vegetazione; l’ozono in troposfera si trova come inquinante secondario, prodotto dalla reazione dell’ossigeno con il biossido di azoto (NO2) e il contributo dei composti organici volatili (COV), in presenza di forte irraggiamento solare e di elevate temperature. Di conseguenza, le concentrazioni di ozono sono nettamente più elevate nelle ore pomeridiane dei mesi estivi, anche se variano molto in funzione delle condizioni meteorologiche. Diversamente dagli inquinanti primari, che sono riscontrabili direttamente in prossimità delle sorgenti che li producono, l’ozono, per effetto dei movimenti e dei rimescolamenti delle masse d’aria che trasportano i “precursori” (appunto NO2 e COV), si può formare a distanza di tempo ed in luoghi anche molto lontani dalle fonti di inquinamento primario, e può a sua volta subire fenomeni di trasporto anche notevoli.

Effetti sulla salute
L’ozono troposferico costituisce una componente importante dello smog fotochimico; essendo un forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. La maggior parte di questi effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare.

Le categorie di persone maggiormente sensibili all’ozono sono le seguenti:

• Bambini: sono il gruppo a più alto rischio per l’esposizione ad ozono, perché essi trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività fisiche intense. I bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici o altre malattie respiratorie.

• Soggetti sani che fanno attività fisica all’aperto: adulti in buona salute che fanno attività fisica all’aperto (sia essa sportiva o lavorativa) diventano un gruppo “sensibile” perché sono più esposti all’ozono rispetto alla popolazione meno attiva. L’esercizio fisico infatti può aumentare la frequenza respiratoria e quindi l’introduzione di sostanze inquinanti nei polmoni fino a 10 volte rispetto la situazione di riposo.

• Persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche): tali malattie rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono. Pertanto gli individui che si trovano in queste condizioni manifestano gli effetti dell’ozono prima e a concentrazioni più basse rispetto agli individui meno sensibili.

• Persone con una particolare suscettibilità all’ozono: la reazione all’ozono è molto diversa da individuo ad individuo, per cui anche soggetti in buona salute possono risultare più suscettibili di altri. Questi individui manifestano infatti danni da ozono in modo più marcato rispetto alla media della popolazione. Vi sono infine alcune evidenze che indicano che gli anziani e/o le persone con malattie cardiache abbiano un’aumentata sensibilità all’ozono.

Comportamenti raccomandati diretti alla tutela della popolazione

Poiché l’intensità degli effetti dell’ozono cresce con la durata dell’esposizione dell’individuo, la regola principale è quella di limitare l’esposizione e quindi principalmente limitare le attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle ore 12.00 alle ore 16.00. E’ quindi consigliato di limitare i lavori pesanti o le attività sportive nelle prime ore della mattina o in serata, quando i livelli di ozono saranno diminuiti. Le ore più calde della giornata andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l’accortezza di ventilarli nei momenti freschi come la mattina presto o la sera. Anche l’alimentazione nelle giornate di alti livelli di l’ozono ha una grande importanza. Una dieta ricca di sostanze antiossidanti può aiutare ad abbassare la sensibilità di un individuo all’ozono ed è quindi consigliato, in questi periodi, privilegiare cibi che contengano tali sostanze. I cibi ricchi di antiossidanti sono principalmente frutta e verdura di stagione; per esempio la vitamina C è disponibile in pomodori, peperoni, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglia verde, agrumi, fragole, meloni. Utile a tale scopo è anche la vitamina E (uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, olio di oliva, olio di arachidi, olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo) e il selenio (pollo, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, lievito di birra, germe di grano). Chiaramente per i soggetti rientranti nelle categorie a rischio, e in generale per le persone anziane e per i bambini, è consigliabile applicare questi suggerimenti anche con livelli di ozono inferiore alla soglia di informazione (180 g/m3 ).


© RIPRODUZIONE RISERVATA