Stadio, l’AlbinoLeffe a gamba tesa
«Il Comune sospenda l’aggiudicazione»

Continua il braccio di ferro con l’Atalanta: nuovo ricorso della società seriana

Il bando dello stadio rischia i tempi supplementari: l’AlbinoLeffe, escluso dalla gara perché la Commissione tecnica di Palazzo Frizzoni ha giudicato l’offerta condizionata, chiederà infatti di «sospendere l’efficacia dell’aggiudicazione» dell’impianto sportivo alla «Stadio Atalanta srl», ovvero la società costituita dal club neroazzurro per l’operazione di acquisto. È il secondo ricorso della società seriana: nel primo chiedeva di annullare la delibera comunale di febbraio sulla vendita dello stadio e il bando di marzo che fissa i criteri dell’asta. Nota bene, ci sarebbe anche un ricorso dell’Atalanta medesima che da un lato è teso a chiarire alcuni punti potenzialmente oggetto d’interpretazione controversa, dall’altro tutelare la società anche alla luce del ricorso (il primo) dell’AlbinoLeffe.

Ma torniamo al nuovo ricorso: il tempo concesso dalla legge per chiedere una sospensiva è di 60 giorni. La prima motivazione della nuova mossa dei seriani è legata alla volontà di conoscere l’esito del primo ricorso. La seconda sta nelle ragioni che hanno portato la Commissione ad escludere l’offerta dell’AlbinoLeffe in quanto «condizionata»: nella fattispecie alla realizzazione di uno stadio da 10mila posti, prospettiva giudicata «una vera e propria controproposta contrattuale in palese violazione delle prescrizioni del bando di alienazione» si legge nel verbale di aggiudicazione dell’impianto. I legali sostengono invece che la società seriana si sarebbe impegnata a trattare col Comune e realizzare i 25 mila posti previsti dalla variante urbanistica nel caso in cui Palafrizzoni avesse riconsiderato l’ipotesi di applicare la legge sugli stadi. Che avrebbe dato dei margini (economici) per rientrare dell’investimento. E la battaglia continua.

© RIPRODUZIONE RISERVATA