Stagione di funghi, ma fate attenzione Ecco cosa bisogna sempre ricordare

Stagione di funghi, ma fate attenzione
Ecco cosa bisogna sempre ricordare

La stagione dei funghi, che quest’anno è partita proprio in questi giorni grazie al continuo alternarsi di caldo e piogge, richiama ogni anno molti appassionati cercatori.

Ma gli incidenti sono sempre un rischio, soprattutto se non si è abituati ad andare per sentieri. Serve la giusta attrezzatura e verificare sempre le condizioni meteo. «È possibile evitare inconvenienti – spiegano i volontari del Soccorso alpino – seguendo alcune regole di comportamento. Una di queste riguarda proprio le scarpe da indossare quando ci si inoltra nei boschi, che sono importantissime: devono consentire una presa ferma sul terreno».

Tutti i consigli del Soccorso alpino a escursionisti e cercatori di funghi sono pubblicati anche sul sito internet www.sicurinmontagna.it

In montagna non è pensabile infatti il «rischio zero»: bisogna conoscere l’ambiente, le tecniche, le proprie capacità psico-fisiche. Ma non solo: importanti anche un’adeguata attrezzatura, la capacità di movimento e d’utilizzo delle tecniche, l’osservazione delle previsioni meteo, la modestia di rinunciare fin che si è in tempo, sono solo alcune regole preventive che aiutano ad evitare incidenti.

Anche per le attività apparentemente più tranquille come l’andare per funghi o l’escursionismo turistico, in montagna poter condividere la compagnia e l’esperienza di un amico fidato è sempre buona cosa. Ma non solo: «Nel bosco non è difficile perdere l’orientamento specialmente in luoghi non ben conosciuti, in caso di nebbia od al sopraggiungere dell’oscurità. A volte saper leggere una carta topografica (prima di tutto bisogna possederla) ed usare una bussola può risultare di grande utilità. Mai va dimenticato che, in caso di smarrimento, è sempre consigliabile ritornare sui propri passi finché si è in tempo evitando di girovagare a caso» spiegano dal Soccorso Alpino.

Fra i vari temi affrontati da «Sicuri in montagna» si è puntato l’interesse, ad esempio, a una casistica d’incidenti del tutto particolare: quelli che coinvolgono i cercatori di funghi. Casi d’intossicazione a parte, in questa popolazione d’appassionati frequentatori della montagna il bilancio degli infortuni è assai preoccupante. In Italia mediamente in un anno si contano un centinaio d’interventi rivolti a cercatori di funghi e, di questi, una ventina perdono la vita. La maggioranza delle scivolate fatali avviene per l’uso di stivali di gomma; quante scivolate si potrebbero evitare con l’utilizzo di uno scarpone rigido da montagna? La scivolata va considerata uno dei pericoli maggiori per il cercatore di funghi; «eventuali dubbi possono essere cancellati constatando che circa il 70% delle persone decedute indossava stivali di gomma» ricordano dal Soccorso Alpino. Certo lo stivale ripara bene dall’acqua, ma non offre alcun sostegno e stabilità al piede che risulta libero di ruotare nel suo interno quando si cammina in ambiente impervio, pertanto l’uso dello stivale è vivamente da sconsigliare anche su terreni apparentemente poco impegnativi.

Importante è anche la posizione del bosco, ovvero la distanza dal parcheggio o dall’abitato, che determina dei tempi più o meno lunghi di percorrenza che influiscono sulla resistenza fisica personale e sull’angoscia causata dall’isolamento.

Inoltre lo stato del terreno che può essere bagnato per piogge recenti, scivoloso per la presenza di fango o instabile per precarietà del suolo: non deve mai essere sottovalutato.«Ricordiamo che la scivolata lungo un pendio o la caduta da un risalto roccioso possono risultare assai pericolose.Non va dimenticato che la tendenza del cercatore di funghi è quella di avventurarsi in zone umide e quindi scivolose perché, come ben si sa, i terreni umidi sono il regno dei funghi. Molti incidenti sono infatti avvenuti su versanti esposti a nord. La sola presenza di sterpaglie, erba e foglie secche può dar luogo, anche su terreni poco inclinati, a pericolose scivolate» continuano a spiegare dal Soccorso Alpino.

Una buona capacità di cammino ed un buon allenamento vanno sempre accompagnati con un equipaggiamento idoneo: un vestiario appropriato, pantaloni lunghi, ma soprattutto un buon paio di scarponi da montagna sono d’obbligo quanto l’uso del cestino. L’uso di un bastone è un valido aiuto per ottimizzare le energie e migliorare l’equilibrio, ricordano gli esperti. E poi: «Utile usare un abbigliamento dai colori mimetici può forse aiutare a non far scoprire “la propria zona” ma aumenta in modo significativo la difficoltà di essere individuati in caso d’incidente. Risulta indispensabile consigliare quindi un abbigliamento che si discosti, anche senza esagerare, dai colori della natura».

Cosa fare in caso di bisogno? Al Soccorso Alpino sono affidati, per leggi dello Stato, i compiti di vigilanza, di prevenzione degli infortuni, di ricerca delle persone disperse e di soccorso degli infortunati in ambiente montano, ipogeo, impervio ed ostile. In caso di necessità, per l’intervento sanitario del Soccorso Alpino e per la ricerca di persone disperse, il numero unico da comporre per la chiamata sull’intero territorio nazionale è il 112.


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